Rimandato a settembre: è questo il giudizio di Finale Ligure Viva all’amministrazione Frascherelli di Finale Ligure, ad un anno e mezzo dalle elezioni. Il movimento indipendente raccoglie trasversalmente persone di diverse estrazioni politiche, di stampo eterogeneo, molto presente sul territorio.
Finale Ligure Viva, a diciotto mesi dalle consultazioni, traccia quindi un bilancio e propone una rotta per il futuro, in un’intervista esclusiva a Savonanews a Ferdinando Pattaro, che verrà pubblicata in due parti.
- La prima cosa che avrebbe voluto che il Sindaco facesse o che lei avrebbe fatto se fosse al suo posto?
- Oltre ai primi contatti istituzionali, avrei fatto subito un giro di visite nelle scuole. Avrei poi dato subito un segnale di discontinuita`e trasparenza, che sottolineasse il cambiamento promesso dal nostro programma, ristrutturando l’ingresso del Comune, togliendo la garritta, mettendo porte trasparenti negli uffici, adornando l’ ingresso all’esterno con vasi di fiori. Avrei inoltre fatto e installare degli apparecchi audiovisivi con spiegazioni e mappe della citta`e che decantino le nostre eccellenze locali. In fondo è la Casa del Cittadino.
- Perche`lei e il suo movimento si e`schierato a favore della demolizione del deposito ex minerali?
- Per ben quattro motivi. In primis è uno dei pochi “Borghi più belli d’Italia” che ha ancora tutte le mura intatte. Il deposito è collocate su un’area esondabile e da bonificare in quanto inquinata dalle lavorazioni che si sono susseguite al suo interno nel tempo. A questo va aggiunto che nel Comune di Finale Ligure esistono gia’ contenitori culturali, alcuni inutilizzati e altri che richiedono un restauro e altri manutenzioni urgenti. Non vedo a questo punto la necessità di spendere quattrini per un ulteriore manufatto che non si sa da chi verrà gestito e come verranno pagate le spese correnti una volta realizzato. Se il Comune decidesse però di effettuare questa operazione, investirei gli oneri del trasferimento nel restauro completo di Palazzo Ricci. Se venissi demolito si potrebbe pensare di fare un giardino medievale, con il recupero dell’area retrostante. Un progetto che potrebbe inserirsi in un contesto più ampio di valorizzazione del Borgo, con interventi su Porta Testa, l’arretramento dei parcheggi e la creazione di due aree verdi. Con mio dispiacere l’amministrazione ha deciso l’alienazione dell’albergo Roma per far cassa.
- Unione dei Comuni, qual e`la sua opinione?
- Si tratta di un ulteriore ente sovraordinato, con relativi costi. Mi pare che nella nostra provincia abbia all’attivo piu`fallimenti, che successi. Orco Feglino ha tutto il diritto di partecipare pienamente alla vita della citta` di Finale Ligure, non solo per una comunanza di interessi come l’outdoor. Sarebbe stato però meglio e piu`coraggioso un referendum che portasse ad una fusione tra i due comuni. L’Unione dei Comuni avrebbe avuto senso farla con Borgio Verezzi e Noli. Con il primo condivideremo il futuro sviluppo residenziale della Ghigliazza, che gravitera`in buona parte su entrambi i paesi. Borgio è proprietaria del parcheggio del nostro cimitero e confina con Gorra. Con Noli abbiamo l’altopiano delle Manie in parte in comune, basta poi che un domani si faccia una ciclabile e il gioco e`completato. Avrei lasciato a Calice l’onere di raggruppare il resto del territorio ex Comunita`Montana, per poi arrivare nel tempo ad un accordo, con Finale Ligure.
- Raccolta differenziata e Finale Ambiente: qual è la sua opinione sul punto?
- Al momento ci troviamo in accordo solo sulla diminuzione delle isole, siamo in generale assolutamente insoddisfatti del servizio. Noi pensiamo che Finale Ligure necessiti di un sistema misto: porta a porta per ristoranti e attivita`commerciali tutti i rioni. Per le aree esposte al vento non ci pare che i bidoncini appesi alle reti di recinzione o ai cancelli siano un bel biglietto da visita e in caso di maltempo pronti a volare in mare. Per evitare queste situazioni si potrebbe usare il sistema della Valle d’Aosta, che andrebbe bene anche sulla passeggiata dove si potrebbero implementare i servizi pubblici. Noi eravamo convinti che questa amministrazione fosse orientata alla vendita di Finale Ambiente. Mentre infatti in passato c’era una innegabile e positiva ragione per la sua nascita, oggi le condizioni sono completamente diverse. Le do un dato: gli abitanti di Milano sono arrotondando 1.300.000, mentre quelli della Liguria circa 1.500.000. E’ giocoforza che questo di tipo di aziende vada verso fusioni, per motivi di economia di scala. Ad oggi non ci resta che augurarsi che F. A. diventi un fiore all’occhiello di Finale Ligure. Il tempo e` galantuomo: in ulteriori sei mesi si vedranno i risultati. Se così non fosse si dimetta chi ha fatto le scelte a partire dall’acquisto del capannone slegato da una logica comprensiorale strategica, inoltre per molto tempo i costi graviteranno sui cittadini.
In questo modo siamo nella situazione di non poter scegliere sul libero mercato dei servizi, alternative concorrenziali piu` economiche per I cittadini. Le rivelo anche che la nostra contrarietà è stata esplicitata, non frequentando piu`come coordinatore di FLV per un lungo periodo le maggioranze allargate,in accordo con il nostro consiglio.
- Dove secondo lei l’amministrazione e` in ritardo?
Sull’aggiornamento del PUC, che fa parte di un più ampio piano strategico per il rilancio economico, turistico e culturale della città. E’ necessario portare avanti progetti di valorizzazione dei vari rioni, con uno sguardo alle loro risorse ambientali agricole storiche, che da tempo richiediamo, oltre alla priorita` assoluta delle manutenzioni. Un PUC aggiornato aiuta e supporta
- Perche` allora state ancora in maggioranza?
Per contribuire e vigilare su quanto l’amministrazione Frascherelli si è impegnata a fare nella definizione di alcune azioni urbanistiche, decisamente strategiche per lo sviluppo dell’assetto territoriale della città, per le determinanti ricadute che avranno sia sull’assetto delle funzioni insediabili che per il miglioramento della qualità urbana soprattutto conseguente alla pluralità di opere di interesse pubblico che le stesse comportano. Si tratta certamente non solo degli interventi promossi dalle precedenti amministrazioni comunali sulle aree dell’ex cava Ghigliazza e sulla riconversione delle ex aree Piaggio, ma anche di azioni puntuali quali il futuro delle ex acque minerali di Finalborgo, del riuso delle ex aree ferroviarie di Varigotti e Pia, delle proposte di valorizzazione dei diversi rioni. Azioni urbanistiche che sicuramente saranno elementi fondanti nella definizione della descrizione fondativa e del documento degli obiettivi del nuovo PUC i cui contenuti dovranno discendere da un’ampia partecipazione della collettività che avrà modo di poter esprimere i propri desiderata non solo nei momenti istituzionalmente stabiliti dalla legge regionale ma sarà attivata e promossa nella fase iniziale della redazione del nuovo piano. Il progetto dovrà essenzialmente mirare al contenimento di consumo di suolo, promuovendo interventi di riqualificazione energetica e sismica dei tessuti di impianto recente ed incentivando nuove azioni di utilizzo delle aree agricole quale occasione indispensabile per la salvaguardia dell’entroterra e delle sue valenze paesaggistiche su cui innescare un processo virtuoso da affiancare al prevalente interesse attualmente rivolto verso la rigenerazione urbana del tessuto costiero. Un piano basato sul principio che il sistema dei vincoli paesaggistici ed ambientali che interessano il territorio sia un valore per la promozione territoriale e che assuma i principi della perequazione e della formazione del credito edilizio come criterio per la definizione di politiche di valorizzazione territoriale sia in termini di qualità paesaggistica dell’edificato e degli spazi di connettivo che di un consapevole sviluppo incentrato sui temi della sostenibilità. Quindi noi vogliamo partecipare e contribuire a questo processo di cambiamento.
Nel pomeriggio verrà pubblicata la seconda parte dell’intervista a Finale Ligure Viva che approfondirà gli aspetti politici.