L'impresa difficile è far uscire dal cono d'ombra le questioni della viabilità, dei parcheggi e della serenità urbana. Invece al centro ci sono sempre le polemiche sui vigili urbani e, come nel caso di Finale Ligure, i presunti veleni nel comando stesso. O almeno il clima di pressione che avrebbe indotto sette agenti esterni a chiedere il trasferimento. Tutto parte dall'idea, anzi purtroppo il presupposto, che gli operatori della polizia locale debbano essere macchine da multe. E non presidi di sicurezza, sorveglianti e aiutanti del cittadino o utente della strada. Gentilezza compresa - ma questo è un altro discorso, sempre purtroppo...
Non è facile fare chiarezza, in particolare per il clima di omertà che vige là dove si vadano a toccare certi tasti, in barba alla tanto sbandierata trasparenza amministrativa. Se non fosse per qualche sindacalista responsabile e accorato, molte problematiche dei comandi resterebbero sotto traccia, se non ben sepolte. Senza fare elucubrazioni cosmiche, il punto è questo: una maggioranza, quella finalese, imbarazzata (stridore di unghie sugli specchi), la Uil-Fpl sempre pungente per le condizioni lavorative degli agenti e la minoranza incacchiata. La baruffa verte sulle pressioni che i vigili di Finale avrebbero ricevuto per aumentare il numero delle contravvenzioni, così da rimpolpare il bilancio comunale.
Ci sono state o non ci sono state? Il sindaco Frascherelli risponda con precisione. E risponda insieme al dirigente, i cui emolumenti servono anche per dare chiarimenti alla collettività. Se un terzo degli agenti in forza al comando finalese chiede di volatilizzarsi, qualcuno dovrà pur dare qualche delucidazione. Per un verso o per l'altro, non si possono mettere certe questioni sotto il tappeto.
Se poi un'amministrazione intende rinverdire il bilancio facendo incetta di multe, può dotarsi, come a Roma, del nuovissimo "Street Control": un super-vigile elettronico in grado di fare sei multe al minuto. In pratica un dispositivo dotato di telecamera che permette ai vigili urbani di immortalare mezzi privati parcheggiati irregolarmente. Altro che gironzolare con il taccuino. In più, azzeramento delle beghe che possono produrre gli agenti stessi, spesso vessati dall'idea di obiettivi impossibili.
Bisognerà però poi vedere la reazione dei contribuenti e degli elettori, che forse allora troveranno modo e tempo di esigere parcheggi, strade sicure e garanzie per una legalità equa e diffusa. E cominceranno a giudicare gli amministratori dal modo in cui questi ultimi giudicano la funzione dei tutori della legge.