Un guidatore di 90 anni, sopra una Seicento d'epoca, ha investito una 61enne che attraversava sulle strisce. La donna è deceduta per il trauma cranico. Una tragedia della strada accaduta a Genova, una città che essa stessa ha la responsabilità di un assetto urbano feroce, caotico e stupido. Il venerando automobilista, indagato per omicidio colposo, ha raccontato agli investigatori di essersi trovato davanti la donna, sbucata improvvisamente da dietro i cassonetti.
Se questa è la reale dinamica dell'incidente, bisognerebbe capire cosa spinge alcuni intrepidi pedoni a buttarsi sulla carreggiata spuntando all'ultimo momento e sfidando la sorte: è un fenomeno che, ancora una volta, Genova conosce molto bene. Ma merita una riflessione maggiore l'attività di tanti anziani al volante.
Il tasso di incidenti mortali che coinvolgono conducenti di età superiore a 75 anni è cinque volte superiore alla media per i conducenti in generale e il loro tasso di lesioni è doppio. Dei numerosi over 70 con la patente in Italia, molti hanno una buona autonomia funzionale; però molti altri, uno su due circa, ha riflessi poco pronti, e circa uno su quattro ha qualche deficit di attenzione che pregiudica una guida sicura.
Non è solo una questione di vista e udito, o di patenti rinnovate a manica larga: anche piccoli deficit cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti. Spesso gli anziani, pur guidando, assumono farmaci che possono modificare in qualche modo percezioni e tempi di reazione, rammollendo i riflessi. Per non parlare della demenza senile che, spesso, viene diagnostica a posteriori, solo dopo che qualche sventurato è finito sotto le ruote.
Al di là di facili ironie che evocano Mr. Magoo, gli anziani dovrebbero rimanere al volante al più a lungo possibile, se le loro facoltà mentali e fisiche davvero lo consentono, anche perché l'uso della macchina ne favorisce la partecipazione sociale. Ma per la conferma di validità della patente di guida non bastano gli esami della vista e dell'udito. Ci vogliono controlli più stringenti sulle facoltà mentali e la capacità attentiva. Fermo restando che i membri del club dei rintontiti stradali non sono soltanto anziani.