Riqualificare i quartieri di Savona attraverso la "zonizzazione della città" e a partire dalla creazione di un nuovo piano del commercio. Daniela Pongiglione, candidato a sindaco appoggiato dalle liste civiche "Noi per Savona" e "Savona bella" spiega il progetto per dare nuova vita ai quartieri, in particolare alle periferie, a partire dal commercio.
“Si tratta di un progetto volto a valorizzare le caratteristiche della nostra città – spiega Daniela Pongiglione - Molte aree periferiche rischiano di diventare quartieri dormitorio: la nostra idea parte dalla volontà di promuovere e rendere attrattive le aree cittadine creando nuclei di specializzazione, attraverso l’apertura di locali, dal ristorante al negozio, dedicati alle etnie straniere nella nostra città. Ad esempio nel quartiere di Villapiana è molto presente l’etnia albanese e magrebina: per creare maggiore integrazione e per far rivivere queste aree si potrebbero aprire attività con loro prodotti, specialità culinarie e non, dal Kebab al locale di musica orientale. Si tratta di un esperimento già realizzato in altre città d’Italia, in cui è bastato aprire un locale nelle aree degradate e periferiche per portare gente e riqualificare i quartieri più abbandonati. Questa sarebbe una soluzione non solo per riportare la vita in queste aree, ma in pericolare per sconfiggere episodi di delinquenza”.
In questo contesto bisogna rivedere il modo di fare commercio: “Per realizzare questo progetto bisogna lavorare su un nuovo piano del commercio e un piano di città attraverso l’impiego e il supporto dei giovani, dando loro possibilità occupazionali”.
"Inoltre il nostro progetto per riqualificare i quartieri si estende anche ai cortili dei palazzi savonesi - continua il candidato Pongiglione - Per portare bellezza, prevediamo la riqualificazione dei cortili interni dei palazzi, spesso lasciati nel degrado, creando zone verdi all’interno e permettendo agli esercizi pubblici e commerciali di accedere sia dalla via principale sia dal cortile per creare uno spazio più vivibile”.