Sono state ribadite tutte le criticità del progetto ieri nel corso dell’ultima seduta dell'inchiesta pubblica aperta alla cittadinanza, per la presentazione del progetto sulla variante alla piattaforma multifunzionale nel porto di Vado Ligure. La designazione di una Commissione d'Inchiesta Pubblica è giunta in seguito all’attivazione da parte della Regione Liguria di un’inchiesta pubblica ai sensi della l.r. 38/1998 nell'ambito della procedura di via regionale per il progetto di variante alla piattaforma.
Ieri pomeriggio nuovo acceso e discusso incontro gli ambientalisti hanno lamentato per la variante Maersk, il passaggio dalle palafitte, promesse nell’Accordo di programma, al terrapieno. Presenti l’amministratore di Apm Terminal, Carlo Merli e il presidente dell’Autorità Portuale, Gianluigi Miazza e i comitati cittadini. Gli ambientalisti hanno nuovamente presentato il rischio di ripercussioni sul litorale tra Savona e Bergeggi, il rischio di movimento di inquinanti qualora si dovesse realizzare la piattaforma su terrapieno invece che su impalcato, come prevede la variante.
A commentare la vicenda sui social Giovanna Servettaz di "Noi per Savona": “Sono state ribadite tutte le criticità del progetto, se possibile con ancora maggiore gravità di quanto già non sapessimo. A parte la evidente inadeguatezza delle risposte fornite ai cittadini comprensibilmente preoccupati, è stato rilevato senza più ombra di dubbio l'influsso che l'opera avrà sul litorale savonese. Si tratterà di una devastazione della spiaggia fino al Priamar e di una diffusione di inquinanti in un mare già abbastanza maltrattato. Molto probabili le conseguenze negative sull'economia del territorio, sulla tutela del paesaggio e sulla salute degli abitanti. Dalle denunce emerse l'unica conclusione logica sarebbe uno stop ai lavori e un ripensamento globale dell'opera”.
Nell'ambito della procedura di VIA regionale V348b infatti, è in corso di svolgimento, ai sensi dell'art.11 comma 5 della L.R. 38/1998, un'inchiesta pubblica volta a favorire la partecipazione di coloro che non sono coinvolti nel procedimento oggetto di inchiesta e che sono in possesso di competenze nella materia della tutela ambientale e dell'uso del territorio o che semplicemente intendono confrontarsi ed esprimere la propria opinione su progetti che riguardano i luoghi in cui vivono e operano. L'inchiesta pubblica è stata richiesta dal WWF Liguria e Italia Nostra - Sezione di Savona e Sezione Regionale e l’avvocato Giulia Colangelo, Segretario/Direttore Generale della Provincia di Savona, è stato nominato Presidente della Commissione per l'Inchiesta pubblica. Si tratta della terza esperienza d'inchiesta pubblica in Liguria in ambito di VIA regionale, una nella provincia della Spezia e una in quella di Genova.