Eventi - 06 agosto 2016, 09:00

A Sassello uno spettacolo su Mario Rigoni Stern di Pino Petruzzelli

Martedì 9 agosto alle ore 21.00 a Sassello presso l’area spettacoli nell’ex convento dei frati

Martedì 9 agosto alle ore 21.00 a Sassello presso l’area spettacoli nell’ex convento dei frati, Pino Petruzzelli mette in scena i protagonisti del libro di Mario Rigoni Stern Uomini, boschi e api, edito da Einaudi.

Lo spettacolo segue le orme ideali dello scrittore-montanaro sui sentieri dei monti e degli altipiani di Asiago. Luoghi scrisse Stern: “Mai come oggi l’uomo che vive in Paesi industrializzati sente la mancanza di “natura“ e la necessità di luoghi: montagne, pianure, fiumi, laghi, mari dove ritrovare serenità ed equilibrio".

Petruzzelli diventa testimone dell’amore di un uomo per la propria terra. "Storie che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare". Così passeggeremo idealmente per i boschi guidati da Mario Rigoni Stern. Insieme, sulle nevi invernali, seguiremo le orme insanguinate di un lepre tanto caparbio da riuscire a sopravvivere alle brutte ferite procurate da un’auto che lo ha investito. Entreremo nella locanda di un “paese sperso tra le montagne“ e ci riscalderemo bevendo un bicchiere di vino in compagnia di un operaio di città venuto lì, nel mese di ottobre, a trascorrere la sue ferie: “Qui, in questo periodo, tutte le cose che credevo dimenticate nella memoria e nel lavoro della fabbrica me le ritrovo davanti nuove e antiche come l’alba.“ Durante un temporale, sotto le felci, insieme a quattro boscaioli, troveremo un piccolo capriolo appena nato, quasi senza vita e battuto dalla pioggia. “Non toccatelo“ dice uno dei boscaioli “se sente il nostro odore la madre lo abbandona. Non lo riconosce più. Andate a prendere delle scorze e dei rami, dobbiamo fargli un ricovero sennò la tempesta lo ammazza.“ Viaggeremo con l’emigrante italiano che trascorse tutta la vita in America a costruire grattacieli e che, alla fine, oramai stanco e nonno, volle tornare al paesino dov’era nato. Voleva rivedere i luoghi della giovinezza, sentir parlare il dialetto, ritrovare i compagni e, magari, giocando a carte, ricordare quando andavano a morose nelle stalle d’inverno. Ma il destino, in quel viaggio, gli riservò un’altra sorpresa … Come scenografia dello spettacolo solo l’incanto di una notte stellata e i rami di un grande albero. Solo il cielo e le selve.

“Spero di vivere tanto fino a vedere il mondo rinsavire un po', con la fine degli sprechi e delle cose inutili, del chiasso e delle luci artificiali che non ci lasciano vedere le stelle. Le troppe luci artificiali hanno fatto il buio nell’anima.”

c.s.