L’estate vede tutta la Riviera animarsi di sagre, che puntano a valorizzare i prodotti tipici del territorio e su di essi raggiungono cifre da capogiro in termini di presenze giornaliere, durante la loro pur breve durata. Ma se per l’ignaro turista la parola sagra è soltanto sinonimo di divertimento, buon cibo, ballo liscio e qualche problema a trovare parcheggio, per chi le organizza quei sapori della nostra Riviera possono nascondere un retrogusto amaro.
È quanto fa notare Simona Simonetti, capogruppo della lista “Per Finale”, che tira fuori il problema-sagre in Consiglio Comunale, la sera del 23 agosto: “Mi risulta che la sagra di Gorra abbia goduto di pubblicità a carico dell’Ufficio Stampa del Comune. Perché non è stato così per altre sagre presenti sul territorio finalese, come quella organizzata dal Finale Calcio, quella di Monticello e i festeggiamenti per la Madonna del Carmine?”.
Le risponde l’assessore Claudio Casanova, che sovrintende a Turismo, Sport e Cultura: “L’ufficio turismo è a disposizione di tutti gli eventi che vengono organizzati a Finale, al fine di dare a essi la massima visibilità, a prescindere dal fatto che essi abbiano il Patrocinio del Comune o meno. Ma nel corso di tutta l’estate sono decine, ed è praticamente impossibile stare dietro a tutti. Da questo punto di vista è necessaria la massima collaborazione da parte di tutte le associazioni sul territorio. Alcune di esse redigono un proprio comunicato-stampa e lo inoltrano all’ufficio turismo, che poi provvede a veicolarlo presso i propri canali. Ed è certamente questo il caso della sagra di Gorra. Ma un ufficio che già nella stagione estiva è oberato di lavoro non può inseguire uno per uno gli organizzatori di tutti gli eventi. Esso svolge un lavoro di coordinamento, ma le singole associazioni devono collaborare”.