Solidarietà - 22 settembre 2016, 18:00

Da Tovo a Loano una gara di solidarietà per gli alluvionati

Tovo, Finale Ligure, Calice Ligure, Calizzano e Loano hanno consegnato un carico di beni di prima necessità alle popolazioni di Roccafluvione e Arquata del Tronto colpite dal terremoto del 24 agosto.

  

Tovo San Giacomo. E' proprio vero: “L'unione fa la forza”. L'ultima 
conferma della bontà di questo antico motto è arrivata ieri, quando Tovo 
San Giacomo, Finale Ligure, Calice Ligure, Calizzano e Loano hanno 
portato a temine un'importante iniziativa di solidarietà consegnando un 
carico di beni di prima necessità alle popolazioni di Roccafluvione e 
Arquata del Tronto colpite dal terremoto del 24 agosto.

All'indomani del sisma, realtà come l'associazione “Insieme Val 
Maremola”), il gruppo Facebook “Finale c’è”, la cooperativa di Calice 
Ligure, i servizi sociali del Comune di Calizzano (insieme ad 
associazioni locali di volontariato quali “Il Sole Oltre”, la pubblica 
assistenza della Croce Azzurra, il Gruppo Ana) ed i cittadini loanesi si 
sono subito attivati creando una rete solidale e attivando sul 
territorio diversi punti di raccolta presso i quali era possibile 
lasciare beni di prima necessità da inviare in centro Italia.

Il punto di raccolta di “Insieme Val Maremola” era la “Casa Val 
Maremola”, quello di “Finale c’è” i “Bagni Boncardo”, quello di Calice 
la sede della cooperativa, quello di Calizzano i locali sopra agli 
uffici del distretto sanitario e la sede della croce azzurra e gli 
uffici dell'assistente sociale, quello dei cittadini loanesi il 
supermercato Delbamare ed il negozio Corso 54. Tutto il materiale 
raccolto è stato selezionato e stoccato e lunedì sera è stato recapitato 
nella sede dell'associazione tovese di “Insieme Val Maremola”.

“E' stato un mese di impegno vissuto con amore, spirito di solidarietà e 
partecipazione attiva – fanno sapere gli organizzatori dell'iniziativa – 
Attivare la collaborazione con i due centri di raccolta di Roccafluvione 
(che aveva come referente il coordinatore dell'emergenza Alessandro 
Spina e il vice sindaco Guido Ianni) e di Arquata del Tronto nella 
tendopoli della protezione civile (coordinata dal volontario Aldo Amadio 
e dal vice sindaco Michele Franchi) non è stato facile, ma ci siamo 
riusciti”.

“Il centro di raccolta di Roccafluvione ha da poco formalizzato un 
accordo con le 'Brigate di Solidarietà Attiva' per gestire insieme a 
loro tutte le donazioni ricevute. In questo modo verrà garantita una 
distribuzione capillare del materiale donato all’interno del cratere 
direttamente al domicilio delle persone in stato di necessità”.

La merce è partita mercoledì mattina alle 5.30 e ancora una volta il 
trasporto è stato reso possibile da quanti si sono adoperati con spirito 
di solidarietà e generosità per aiutare le popolazioni colpite da questa 
immane catastrofe: “Grazie ad un veloce tam tam sul gruppo Facebook 'Val 
Maremola: diamo nuova vita a ciò che non ci serve più' gestito 
dall’associazione tovese di 'Insieme Val Maremola' sono stati raccolti 
in meno di mezza giornata i fondi necessari per il viaggio. Anche per 
questo ringraziamo il gruppo Masci di Pietra Ligure, il Bar Nelson di 
Loano, la commercialista Lara Branci e tutti gli utenti che hanno fatto 
le loro donazioni). Circa 8 bancali di merce sono stati consegnati da 
due volontari nel pomeriggio di ieri nei centri dei due paesini”.

Andrea, che ha guidato il furgone fino alla meta, racconta: “Il tempo è 
passato sereno fino alla zona di Amatrice. Una volta arrivati, non 
appena abbiamo incrociato i mezzi della protezione civile, della polizia 
e dei vigili del fuoco gli scherzi e le chiacchiere si sono ammutoliti. 
La presa di coscienza della portata dell'emergenza non poteva che essere 
accompagnata da un silenzio attonito. Nonostante non si passi nei centri 
abitati i segni della distruzione sono evidenti. E così, intontiti, 
siamo arrivati ad Arquata del Tronto. L'allegria dei giovani ragazzi che 
ci hanno aiutato a scaricare è stata oltremodo spiazzante, ma anche 
molto comprensibile: la necessità di tornare alla normalità aiuta e loro 
hanno fretta di farlo. Ognuno ha qualcosa da fare, ma nonostante i loro 
impegni sono riusciti ad organizzarci un breve incontro con il 
vice-sindaco che ha ribadito la necessità di non lasciarli soli col 
tempo. La sua preoccupazione è stata una preghiera”.

“Non potevamo girare più di tanto e quindi siamo riusciti a cogliere 
solo pochi flash. Abbiamo percepito un profondo senso di comunità: 
famiglie di diversi colori che condividono gli spazi ristretti della 
tendopoli in barba ai commenti sui social. La scuola tagliata a metà 
orizzontalmente. Ho pensato ai bambini che hanno perso le due maggiori 
certezze, la propria casa e l'ambiente protetto in cui iniziano ad 
aprirsi al mondo. Mi sono chiesto quanto durerà questa provvisorietà e 
quanto influirà sulla loro vita”.

Dopo aver consegnato il materiale, Andrea e il suo amico Yuri proseguono 
verso una nuova destinazione: “O almeno avremmo voluto – spiega Andrea – 
Il navigatore ci ha giocato uno scherzo e ci ha fatto fare un bel giro 
nei boschi, tra mucche, fango e strade bianche. L'indicazione di un 
divertito abitante del luogo ci ha riportato sulla retta via e 
finalmente siamo arrivati a Rocca Fluvione. Abbiamo aspettato che i 
ragazzi venissero ad aprire il centro raccolta: non avevano le chiavi 
del cancello e abbiamo dovuto scaricare e stoccare il materiale a mano. 
Abbiamo reclutato quattro ragazzini del luogo, ma in breve tanti altri 
li imitano e vengono ad aiutarci, tra prove di forza e chiacchiere. In 
15 minuti abbiamo scaricato il materiale ed eravamo pronti a partire. Il 
ritorno è silenzioso, la radio e i pensieri ci guidano a casa”.

A compiere materialmente il viaggio sono stati Andrea e Yuri, ma insieme 
a loro c'erano anche tantissime altre persone: “E' stato il viaggio di 
ogni persona che ha contribuito alla raccolta con donazioni, lavoro, 
servizio, contributi. È stato il viaggio che ha dato significato alle 
fatiche, alle corse, tensioni e gioie di questo mese”.

La cordata di solidarietà non si ferma: a breve, infatti, verranno 
decisi i passi successivi. Come detto in un'intervista dal vice sindaco 
di Arquata del Tronto: “La paura nostra è che una volta spenti i 
riflettori gli aiuti diminuiscano e dall'essere circondati da tante 
persone si possa arrivare ad essere soli. Questa è la paura della 
popolazione. Speriamo che anche dopo, quando la gente sarà non più nelle 
tende ma sarà spostata negli alloggi, ci sia sempre qualcuno che ci 
aiuti ad andare avanti, perché la ricostruzione e la ripartenza saranno 
lunghe e difficili. Abbiamo tutti gli strumenti per riuscirci”.

In attesa di realizzare nuove iniziative a favore delle popolazioni 
terremotate, le associazioni che hanno reso possibile questa prima 
spedizione rivolgono un “grandissimo ringraziamento a tutte le persone 
che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato: chi ha 
donato col cuore, chi ha dato disponibilità dei punti di stoccaggio, chi 
ha selezionato la merce, chi l'ha stoccata. Insomma, grazie a tutti”.

 

c.s.