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Savona | 05 ottobre 2016, 17:00

Dalla Liguria al Po per annientare l'alga tropicale

Dalla Liguria al Po per annientare l'alga tropicale

Troppo spesso, un po' per snobismo e un po' perché nemo propheta, le aziende liguri che operano con spirito d'innovazione restano nel cono d'ombra della propria regione. Ma si fanno ugualmente strada là dove il loro aiuto, magari in qualche settore specialistico, è indispensabile. E' il caso dei genovesi che si stanno occupando delle alghe infestanti del Po. Un problema limaccioso, si potrebbe dire, poco noto al di fuori del circuito torinese. Ma non è da prendere sottogamba.

C'è un'alga tropicale (Myriophyllum aquaticum, si chiama) che si riproduce a ritmi forsennati nelle acque del fiume, prende spazi e non lascia crescere niente intorno. Originaria del Sud America, è arrivata nel Po da qualche acquario e subito ha mostrato la sua indole invasiva. 

L'amministrazione della sindaca Appendino ha approntato una task force per sconfiggere la pianta implacabile. Sarà effettuata un'eradicazione manuale, ma sarà anche installata una rete a maglie lunga 100 metri per sbarrare il passaggio alle alghe fino a una profondità di 3 metri all’altezza del ponte Umberto I. E' questo il lavoro e la tecnologia apportati dagli specialisti liguri di un'azienda che ha dimestichezza con le bonifiche, in trasferta a Torino per battere la talea auto-rigenerante. 

Felix Lammardo

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