Eventi - 28 gennaio 2017, 10:00

Giorno della Memoria, tanti gli eventi per il ricordo nelle scuole, tra questi la storia di Emanuele Luzzati

L'importanza della memoria è basilare per contrastare i nuovi fascismi che pervadono il mondo di oggi."Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo"disse Primo Levi

In tutta la provincia di Savona,in tutte le scuole,è stata celebrata la Giornata della Memoria in applicazione della legge 211 del 2000. La diciassettesima edizione del giorno forse più importante dell'anno scolastico ha portato una miriade di iniziative.

Spiega il Prof. Franco XIibilia Centro Studi Scuola Pubblica Savona: "Va ricordato che il 26 gennaio 2007 morì Emanuele Luzzati,il grande scenografo che diede poi il nome all'Istituto comprensivo di Millesimo. Luzzati fu vittima illustre delle leggi razziali del regime fascista del 1938,fuggì in Svizzera e tornò in Italia nel 1947. Fu Luzzati, insieme a Tonino Conte,a fondare la compagnia del Teatro della Tosse di GENOVA. Notevole, come sempre, il lavoro svolto dall'Istituto millesimese nella preparazione della Giornata della Memoria". 

"Basti solo ricordare lo spettacolo teatrale VIAGGIO AD AUSCHWITZ,organizzato il 18 al Teatro LUX,con la compagnia cuneese IL MELARANCIO, spettacolo di rara efficacia e profondità,premio Eolo Awards 2014. In tutte le scuole si è applicata la legge con particolare interesse per le leggi razziali,per lo sterminio di 13 milioni di deportati,di cui 6 milioni di ebrei". 

"L'importanza della memoria è basilare per contrastare i nuovi fascismi che pervadono il mondo di oggi. 'Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo' disse Primo Levi. Come a Cairo ci si è concentrati sul campo di sterminio di Buchenwald,con un concerto lirico di notevole spessore ,così a Millesimo si è approfondito, tra gli altri aspetti, il campo femminile di Ravensbruck. L'orrore dell'umiliazione e della morte ha toccato con forza le donne, peraltro gasate e poi cremate senza pietà, ma con un'attenzione sadica sulla sperimentazione sui loro corpi".

"L'ANPI e l'ANED provinciali hanno inviato i loro rappresentanti dappertutto per testimoniare la presenza antifascista dentro le scuole di ogni ordine e grado. Infine il CESP ha proposto che il Comune di Cengio voglia intitolare una via,un palazzo, un'istituzione,un salone a Luigi"Aurelio" Ranuschio, il partigiano 'Freccia', deportato nel tremendo lager di Uberlingen, insieme a cengesi e valbormidesi, nel tentativo di impedire che i tedeschi entrassero in possesso di un elenco di antifascisti cengesi. Torturato alla Casa dello Studente, ove gli fu lesa la lingua e non solo,venne portato a Dachau e poi nel lager spietato di Uberlingen, dove solo lui fece ritorno a Cengio".

Conclude: "La sua testimonianza fu raccolta dalla nuora Carla Rossi Ranuschio nel libro "Per non dimenticare" edito dalla piccola casa editrice Le Stelle di Cengio, con la prefazione del compianto Preside Prof. Pancini".   

cs