Hanno appena preso il via i lavori di demolizione di alcune aree che ospitavano il complesso produttivo di Piaggio Aero a Finale Ligure. Spiega l’assessore all’urbanistica Marinella Orso: “La sovrintendenza ha dato l’autorizzazione propedeutica al rilascio del permesso di costruire, ma con una scalarità di interventi, destinati ad articolarsi in cinque momenti differenti. L’avvio dei lavori riguarda alcuni manufatti posti subito dietro il tracciato ferroviario. In essi avvenivano le manipolazioni di alcuni materiali inquinanti, in particolare trattamenti di verniciatura e cromatura, per cui procederemo con la bonifica. Poi si passerà alla demolizione della torre nella quale si effettuavano le prove motori, mentre la terza fase riguarderà la palazzina degli uffici, sita poco lontano dall’area camper”.
Prosegue l’assessore Orso: “Rimangono subordinati al progetto del piano attuativo l’hangar, che dovrà essere mantenuto, e l’edificio più antico, che si contraddistingue per la caratteristica facciata decorata. Per essi si procederà a una reinterpretazione funzionale e architettonica in base a quanto sarà previsto dal progetto. È stata proprio la popolazione finalese a pronunciarsi per mantenere l’hangar, in quanto è un simbolo di architettura industriale di inizio Novecento ed è stato un elemento fondamentale nella storia e nell’economia finalesi che, grazie al piano attuativo, ritroverà una nuova vita in altra veste”.
L’assessore all’urbanistica non nasconde la propria soddisfazione: “Siamo molto contenti di avere avuto queste autorizzazioni dalla Sovrintendenza, adesso l’importante è avviare le demolizioni per prevenire un progressivo degrado. Appena avremo una bozza di progetto da parte della proprietà (la società Finalmare) avvieremo un dibattito condiviso dalla cittadinanza, perché il futuro di quegli spazi sarà frutto di un confronto costruttivo con la volontà della popolazione finalese”.
La stessa soddisfazione traspare dalle parole del sindaco Ugo Frascherelli: “Il fatto che per prime siano demolite le strutture atte a processi di verniciatura e cromatura ha anche una valenza ambientale, oltre che urbanistica, da non sottovalutare. Per quanto riguarda il futuro, qualsiasi soluzione sarà ben accetta se porterà alla nostra città nuove opportunità di lavoro, di ricettività e di sviluppo economico”.