L'Oratorio dei Disciplinanti a Finalborgo ospita dall'11 febbraio al 12 marzo 2017 la mostra “Ritrovati nei libri”, dedicata a tutto ciò che i libri “contengono” e “trasportano” nello spazio e nel tempo. E' visitabile dal martedì alla domenica: 15,00-20,00 - Lunedì chiuso. Ingresso libero.
La mostra si svolge sotto il patrocinio dell'Unione dei Comuni del Finalese - Comune di Finale Ligure-Assessorato alla Cultura - Biblioteca Mediateca Finalese con il patrocinio dell'Associazione Italiana Biblioteche Liguria.
Negli ultimi anni, la Biblioteca Mediateca Finalese ha avviato la raccolta sistematica di tutto quello che gli utenti “dimenticano” nei libri che prendono in prestito e che, a distanza di tempo, non può essere a loro restituito, nonché di tutto quello che i libri donati alla biblioteca “contengono” e “trasportano” nello spazio e nel tempo. L'idea di conservare questi materiali è venuta spontanea manipolando e lavorando decine di migliaia di libri che “vanno” e “vengono” nel normale lavoro della biblioteca. Si può quantificare in circa 300.000 il numero dei volumi passati tra le mani dei bibliotecari in una decina d'anni.
Alla raccolta, scatenandosi quasi una “caccia” ed un “gioco” a chi trovava le cose più strane ed originali, hanno collaborato anche i volontari che operano nelle biblioteche del Sistema Bibliotecario Finalese di Varigotti, Calice Ligure e Magliolo. L'estrema varietà dei materiali e, in particolare, la curiosità di alcuni, ha suggerito l'idea di organizzare una mostra, appunto “Ritrovati nei libri”.
Oltre a trovare cose che è normale inserire in un libro, come i segnalibri o altri materiali cartacei che assolvono alla funzione di segnalare il punto in cui la lettura è stata sospesa, nei libri è stato possibile rinvenire una infinità di materiali eterogenei e impensabili come dimostra l'elenco che segue: segnalibri, segnalibri con pubblicità di libri, materiali degli editori, fascette di libri, carta semplice, riproduzioni d'arte, compiti di scuola..., ricette di cucina e liste della spesa, cartoline, biglietti da visita, materiali relativi a viaggi, biglietti ferroviari e aerei, depliant di hotel, pubblicità turistiche, fatture, banconote (finte o scadute, mai in corso..), assegni, scontrini, buste paga, fotografie personali e negativi fotografici, biglietti di ingresso a spettacoli vari, manifestazioni, mostre, programmi di sala, immagini sacre e simili, pubblicità le più varie, materiali di diverse biblioteche, immagini ritagliate, frasi importanti, card e tessere, ricette mediche, bugiardini, referti ospedalieri, lettere di ogni genere e appunti personali, promemoria, messaggi amorosi, piccoli calendari, articoli e ritagli di giornale, materiali elettorali, adesivi, schedine del totocalcio, lotto, concorsi, carte da gioco, talloncini di vestiti e capi di abbigliamento, biglietti di auguri per compleanni, natale, pasqua, ricordi e annunci di cerimonie (matrimoni, prime comunioni...), foglie e fiori secchi, oggettini (collanine, portamonete, fermacapelli,....), disegni di bambini, righelli e misurini, poesie, certificati di morte, manuali d'uso, figurine di calciatori e di altro tipo, opuscoli e pubblicazioni sottili (il libro nel libro!), e molti altri “inclassificabili”
Si tratta di un elenco parziale ma che rende bene conto della varietà di questo tipo di “reperti”: frammenti di vita che disegnano un mondo, anche in senso cronologico. Diversi materiali risalgono, infatti, ad alcune decine di anni fa e alcuni superano il secolo; il più antico è datato 1873. Come dimensioni si va da un “segnalibro” di 1 cm. - x 1 cm. ad un “foglio” (ripiegato) per la raccolta di figurine di animali di tutto il mondo di oltre un metro quadro (misura 115 cm. x 92 cm.)!
Creando un repertorio di questi documenti e piccoli oggetti ci si rende conto che il libro, molto di frequente, svolge anche il ruolo di contenitore; una “valigia” o una specie di “bottiglia” lanciata nel mare del tempo, in cui, inconsapevolmente e senza volere, proprietari e lettori depositano “messaggi” – a volte anche intimi – o, se non proprio, lasciano tracce della propria esistenza. Il percorso espositivo si articola in una serie di pannelli tematici in cui i materiali ritrovati sono esposti rispettando rigorosamente l'anonimato dei lettori.
Una mostra, unica nel suo genere, che gode del patrocinio dell'Associazione Italiana Biblioteche – Liguria, con la quale Flavio Menardi Noguera - che ne ha curato l'allestimento - intende simpaticamente salutare i frequentatori della Biblioteca Mediateca Finalese e tutti coloro che con lui hanno collaborato in vent'anni di lavoro come direttore e animatore della struttura, essendo ormai prossimo alla pensione.