Eventi - 07 marzo 2017, 15:15

A Loano l’8 marzo una visual opera per combattere la violenza sulle donne

“I sopravvissuti e i sommersi”, di Alessandro Gimelli, sarà presentata da “Il Faro di Latta”, insieme al CD “Libera” di VoxArt, raccolta di brani anch’essa dedicata alla violenza sulle donne

Domani, mercoledì 8 marzo, alle 21.15, presso “Il Faro di Latta” in via Damiano Chiesa 5 a Loano, farà tappa la visual opera “I sopravvissuti e i sommersi”, del fotografo loanese Alessandro Gimelli.

L’opera è stata presentata per la prima volta a Tovo San Giacomo il 18 dicembre 2014, nel frattempo ha fatto tappa a Milano e domani raggiungerà quota sedici proiezioni. L'ingresso all'evento è libero con offerta, tutto il ricavato sarà devoluto all'associazione Telefono Donna di Savona.

Protagonista indiscussa per quanto riguarda la parte musicale al Faro di Latta sarà la performance vocale di Roberta Monterosso della scuola di canto VoxArt, diretta da Davide Comentale, che canterà dal vivo alcuni brani originali della colonna sonora de “I sopravvissuti e i sommersi”, scritta da Massimo Spinetti.

Ma non è tutto: Durante l’evento verrà presentata la compilation “Libera”, realizzata da VoxArt, che raccoglie tre brani sulla violenza, declinati ovviamente e rigorosamente al femminile, scritti e interpretati, su musiche di Massimo Spinetti, da Andrea Piazza, Mia e Luca Diurno.

Essi sono stati scritti appositamente per sensibilizzare sul tema della violenza ai danni delle donne: “Lasciami libera” (testo di Andrea Zunino) offre il punto di vista di una ragazza che subisce violenze quotidiane e vuole essere libera; il secondo, “Rivoglio i miei anni” (testo di Andrea Piazza) parla della violenza dal punto di vista di un bambino che vede la propria madre subire quotidianamente atti denigratori da parte di suo marito; il terzo brano, “Spezza l’odio” (testo di Luca Diurno), porta con sé un ulteriore appello alla positività: è un inno a tutte le donne che nella vita hanno incontrato una persona che non le ha sapute amare come ogni donna meriterebbe. Il pezzo è diviso in due parti: la prima dove la donna è vittima di ripetute violenze, nella seconda invece si trasforma, e prova a spezzare l'odio immotivato nei suoi confronti.

Commenta con orgoglio Davide Comentale, fondatore di VoxArt: “Sono felice che i miei ragazzi siano sensibili al tema della non-violenza e che facciano di tutto per portare avanti un messaggio positivo, per me è una grande soddisfazione. Ringrazio Alessandro Gimelli e Telefono Donna per avere voluto la mia scuola come partner di questo importante progetto. E un grazie a Massimo Spinetti che con il suo contributo musicale aiuta i ragazzi a sviluppare le loro idee e la loro creatività”.

L’opera “I sopravvissuti e i sommersi”, con protagonista la solitudine declinata in tutte le sue sfaccettature, si compone di più parti: fotografie, cortometraggi, musiche inedite, letture e una graphic novel che sposa questi elementi e sigilla il progetto. Per il creativo loanese Alessandro Gimelli è sicuramente uno dei progetti più articolati e complessi tra quelli svolti finora. “I sei videoclip che compongono l’opera rappresentano le età della vita dell’uomo inteso come essere umano – spiega Gimelli – Gli stessi protagonisti potrebbero essere individui diversi o differenti fasi dell’esistenza di un’unica persona. Il concepimento, la nascita, la giovinezza, la maturità, l’età adulta si risolvono in un finale che offre diversi livelli di lettura accumunati dalla ‘catastrofe’ della solitudine che, come una pioggia torrenziale, prima o poi si abbatte su tutti noi.

In risposta al minimalismo e alla pulizia audiovisiva dei cortometraggi che si vedono in rete, I sopravvissuti e i sommersi si presenta pieno di suoni, di parole e di frasi, visivamente sporco quasi a voler evidenziare la matericità della fotografia. La presa di distanza dai social network non si risolve solo nell'aspetto formale; I sopravvissuti e i sommersi non si trova online e vi costringe a una visione collettiva proprio come fece l'invenzione dei fratelli Lumiere, impedendovi di fruirne individualmente attraverso lo schermo di un computer, di un tablet, di uno smartphone. Senza neppure accorgervene, avrete trovato rimedio alla solitudine: solo stando insieme è possibile affrontarla e vincerla”.

A. Sg.