Sedie e tavolini fanno infuriare a Ceriale. La rivolta è partita da chi, avendo attività di pizza al taglio, gastronomie, alimentari o fruttivendoli e supportati dal Presidente dell’Associazione Commercianti di Ceriale Calcagno, ha fatto notare come, sebbene la normativa preveda il divieto di avere tavoli abbinati a sedute, fino a pochi giorni fa vigeva una certa tolleranza.
“Lavoriamo tutto l’anno, ma qualche guadagno riusciamo a farlo praticamente solo nel periodo estivo. Noi forniamo un servizio a residenti e turisti, questa normativa rischia di crearci serie difficoltà” dicono in coro.
A rispondere, però, è “l’altra parte” chi, cioè, avendo un bar denuncia una concorrenza scorretta da parte di queste attività.
Afferma Patrizio Fallabrino titolare del bar Noemi sul lungomare di Ceriale: “Sono il titolare di un del Bar Noemi che si trova tra il fruttivendolo e una attività di pizza al taglio, vicino, cioè, a queste attività artigianali.”
Continua: “Mi meraviglio di tanta mobilitazione da parte anche del Presidente Gianbenedetto Calcagno che dovrebbe conoscere le normative ed essere per la legalità”.
“Le attività sopra citate non possono avere tavoli e sedie nel dehors ne all'interno locale, questo lo dice il regolamento nazionale dei commercianti. Essendo attività artigianali i dehors dovrebbero essere utilizzati solo per posizionare panchine dondoli e ombrelloni, ma niente di simile a tavoli, sedie, sgabelli.” Spiega
“Ritengo inaccettabile una situazione di abuso di potere da parte di coloro che dovrebbero tutelare la legge o far rispettare i diritti commerciali. Una pizzeria d'asporto in estate diventa una pizzeria all'aperto senza servizio ai tavoli, la rosticceria diventa un selfservice, il verduriere un'insalateria se non si facesse rispettare la normativa.”
Il signor Fallabrino lamenta conseguenze concrete per la sua stessa attività: “Si crea una concorrenza sleale a discapito di quelle attività regolari sul territorio. Le differenze che ci sono tra commercio pubblico e artigianale sta proprio nel fatto che non possono avere tavoli e sedie ma bensì piani d'appoggio collocati all'interno o nel perimetro esterno al locale.”
Conclude: “Se volevano tavoli e sedie potevano aprire una attività commerciale. Non l’hanno fatto forse per pagare meno tasse e avere prodotti e prezzi al di sotto di una attività commerciale? Ritengo che le proposte fatte da queste attività artigianali di avere tavoli e sedia non sia corretta per concorrenza sleale.”
Sul tema interviene anche il sindaco Ennio Fazio "L'amministrazione non interpreta le leggi, le deve fare rispettare. In passato non siamo stati molto solerti anche perchè pensavamo che tutto quello che poteva generare un servizio era positivo, ma se adesso i commercianti che hanno l'iscrizione e che pagano le tasse per le loro attività trovano che sia una concorrenza sleale quella delle attività di servizio e vendita diretta, non possiamo che dire che è un fatto vero."
"Chi vorrà somministare, dunque, dovrà adeguarsi e prendere una licenza commerciale - spiega Fazio - Questa norma è stata puntualizzata da un decreto del governo, il comandante dei Vigili farà applicare sin da subito la norma e le leggi. mi dispiace la conflittualità tra commercianti e artigiani, ma questa è la realtà"