"Un provvedimento che accentrerà ulteriori poteri su Alisa, senza alcuna garanzie di ricadute positive sui pazienti."
È il giudizio espresso dal consigliere del MoVimento 5 Stelle Andrea Melis, relatore di minoranza sul Ddl di Giunta 141 sul riordino del sistema di autorizzazioni e accreditamento al servizio sanitario discusso oggi in Consiglio regionale.
"Il principio di avere nella Regione un soggetto che sovraintenda all'erogazione di prestazioni appare condivisibile - spiega Melis - Ma già la normativa vigente, in materia di autorizzazioni, prevede che vi sia una comunicazione alla Regione da parte di nuove strutture autorizzate. Se è vero che l'iter non funzionava e non vi era un reale controllo, che garanzie offre la Giunta Toti ai pazienti con il nuovo Ddl? Ad oggi, l'unica garanzia offerta da Toti e Viale è un ulteriore accentramento di poteri su Alisa, a scapito delle strutture socio-sanitarie territoriali. Una tendenza che rischia di comprimere verso il basso le richieste di adeguamenti strutturali, favorendo indirettamente i grossi gruppi della sanità, e senza alcuna garanzia di ricadute positive sui pazienti."
Il consigliere M5S analizza poi nel dettaglio le conseguenze che il Ddl potrebbe avere negli equilibri tra la Regione e le strutture socio-sanitarie.
"Il rapporto tra l'ente Regione e le strutture territoriali, regolato dall'accreditamento e da specifici contratti, viene rimandato ad atti di Giunta che arriveranno solo successivamente. Solo allora saranno indicati molti dei requisiti per l’accreditamento al servizio sanitario e potremmo esprimerci con maggiore consapevolezza. Al tempo stesso, ai soggetti privati è stato posto un nuovo schema contrattuale che, dopo un certo livello di prestazione e oltre una certa età, comprime verso il basso la tariffa corrisposta alla struttura, senza però prevedere adeguate contromisure per garantire il livello qualitativo assistenziale: il rischio concreto è che l'effetto ricada sul paziente, anche perché non vengono affrontati i temi dei minutaggi medi di assistenza sui quali è necessario alzare il livello di offerta contestualizzandolo per le singole patologie.”
"Tutti gli emendamenti a nostro modo di vedere migliorativi sono stati bocciati in Commissione Sanità senza alcuna seria valutazione nel merito. Una prassi alla quale ormai siamo tristemente abituati - spiega Melis - In particolare, avevamo chiesto di offrire l'alternativa delle cure domiciliari, che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti e, al contempo, consentire un potenziale risparmio al servizio sanitario. Ma, di fronte, ci siamo trovati di fronte il solito muro di gomma da parte della Giunta Toti, che blocca sul nascere ogni tentativo di perfezionare un provvedimento che assegna ulteriori poteri ad Alisa, senza chiarire se a guadagnare saranno i pazienti."