Attualità - 28 luglio 2017, 20:50

Assist della Regione ai Buio Pesto a Savona, Melis: "Il costo è allineato a quello delle altre band?"

Continua il dibattito sulla mancata data savonese della band dialettale ligure

Ha scatenato una ridda di polemiche la posizione del governatore Toti sul caso dei Buio Pesto e del concerto sfumato a Savona. La Regione Liguria provvederebbe alle spese dell'evento, che ha opposto in una querelle tutta estiva Massimo Morini, a capo della band dialettale ligure, e l'assessore comunale Maurizio Scaramuzza. Morini ha sollevato il polverone accusando l'assessore e la giunta savonese di aver fatto slittare le date, sino alla cancellazione dell'appuntamento. Scaramuzza invece ha replicato con i problemi di bilancio e i lacci del Decreto Sicurezza. 

Una frase sibillina del cantante ("Sappiatelo e non andrò oltre, ce lo dovevano. Punto e basta. Avevano un debito di riconoscenza nei nostri confronti") ha suscitato le critiche dell'opposizione consiliare, con Cristina Battaglia del Pd firmataria di un'interpellanza urgente per chiedere chiarimenti su un eventuale e strano patto tra politica e intrattenimento.

Il ruolo da deus ex machina della Regione non è piaciuto, in particolare, a tanti musicisti e professionisti dello spettacolo che vedono in un intervento dall'alto una soluzione discriminatoria. I Buio Pesto, dal canto loro, proseguono sulla linea dei concerti a scopo benefico, con ingresso gratuito, ma pattuendo di volta in volta con le amministrazioni la liquidazione delle spese. Quando la quadra non si trova, emerge lo "scontro", spesso con l'invito di Morini ai fans di seguire altre tappe del tour e aspettarsi "nomi e cognomi" dei "signori stanati" e della "gente disorganizzata e approssimativa", come accaduto anche nel caso di Masone, altro Comune nel mirino della band, al pari di Savona, per un concerto saltato.

I Buio Pesto non mancano di accompagnare anche le serate di chiusura delle campagne elettorali, senza distinzione di parte, per movimenti di destra e di sinistra. Nelle recenti amministrative all'ombra della Torretta, l'esibizione aveva concluso la volata di Ilaria Caprioglio. Fattura pagata dalla Lega Nord. Poi gli accordi con Scaramuzza, il rimando dell'eventuale concerto da Capodanno a luglio e da luglio a data da destinarsi, ed ecco arrivare gli strali pubblici per le promesse disattese.

Commenta Andrea Melis, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Liguria: “Oggi si è svolta una seduta di giunta e allo stato attuale delle cose stanziamenti di bilancio per questo evento non ne ho visti. Vorrei capire se il costo è allineato con quello di qualsiasi altra band che suona abitualmente dal vivo nelle nostre piazze. E poi voglio capire se esiste una reale volontà della giunta di finanziare questo concerto o se si è trattato di una boutade estemporanea. Andrò a fondo della vicenda. Per come la polemica è stata posta da questa band forse ci sono dei retroscena che ignoriamo, ma non mi sembra che abbiano fatto bella figura come musicisti, il modo di porsi non mi è piaciuto. Questo accusare velatamente non è sinonimo di serietà, se ci sono dei risvolti politici li dicano”.

Redazione