A fine giugno a causa di un malore improvviso era venuto a mancare Enrico Codara, il “papà” della rinomata Formaggetta di Stella e titolare dell’agriturismo “Il Mulino. Il Paradiso di Stella”.
Durante questi mesi tramite un curatore è stato cercato un compratore che portasse avanti sia la gestione dell’azienda agricola che dell’agriturismo e dopo 3 proposte la più interessante è risultata essere quella di Vincenzo Santoro e Alberto Imperato, imprenditori varesini che porteranno avanti quindi la tradizione biologica che ha contraddistinto l’allevamento di capre di Codara.
“Conoscevo Enrico - spiega l’imprenditore, proprietario dell’azienda agricola Cascina San Martino con sede in Provincia di Varese Vincenzo Santoro - ci eravamo visti un mese prima della sua morte in un ristorante a Gallarate e avevamo intrapreso una collaborazione per la produzione dello yogurt bio. La formaggetta di Stella è un eccellenza ligure ma anche famosa dalle nostre parti, vediamo di portare avanti le sue belle ideologie per quanto riguarda il metodo dell’agrituristica biologica”.
Per i primi tempi la ditta sarà gestita tramite un affitto d’azienda con prelazione per il diritto d’acquisto ma le idee e la voglia di riaprire al più presto non mancano: “Dalla metà a fine ottobre speriamo di poter ripartire con la produzione - confermano i due imprenditori - ci stiamo organizzando per trasferire parte dell’allevamento “Cascina San Martino” a Stella per evitare la mancata produzione di alcuni mesi durante l’anno.”
Per quanto riguarda i progetti futuri verrà dato grande risalto all’agriturismo che offrirà una cucina ligure di alta qualità e in futuro la possibilità di vendere i prodotti sul posto, si darà particolare attenzione anche alla creazione di una fattoria didattica dove ci si concentrerà sui bambini e sulla natura.
“Nell’allevamento sono 7 i maiali presenti, 4 i cavalli e 105 le capre che al momento sono in asciutta per accordi presi tra il veterinario e il curatore - conclude Santoro - il lavoro e le specialità verranno ampliate e quindi ci sarà bisogno, oltre al reintegro dei dipendenti, di altre figure professionali”.