Si è svolta ieri sera, nella sala consiliare “Stefania Maritano” del municipio di Borghetto Santo Spirito, la presentazione al pubblico del piano decennale di rientro dal pre-dissesto.
Il sindaco Giancarlo Canepa nella sua introduzione è estremamente sintetico: “Lascio subito la parola all’assessore al bilancio Roberto Moreno per l’esposizione dei fatti e poi vorrei che seguisse un dibattito, il più possibile civile e pacato”.
Moreno espone, in sostanza, tutto quanto già detto in consiglio comunale (leggi QUI): “Il piano triennale Santonastaso/Triolo non era percorribile, in quanto si basava su prospettive di entrata non verosimili. Così abbiamo fatto una ricognizione con i singoli funzionari degli uffici per capire da una parte quali saranno le entrate reali e, dall’altra, quali saranno le spese da ridurre”.
Moreno ribadisce che la macchina comunale spendeva più di quanto si potesse permettere. Elenca le varie cause, tra cui l’esternalizzazione dell’acquedotto, che ha gravato in modo significativo nelle casse borghettine, i maggiori corrispettivi per la rete fognaria (150mila euro tra 2014 e 2015) e per la depurazione a Servizi Ambientali (644 mila euro tra 2014 e 2017) e numerose altre concause. “Il comune di Borghetto percepiva dallo Stato un milione di euro circa, ora dà allo Stato circa 2,8 milioni. Nel 2014 avevamo un saldo netto a quota 5,5 milioni, ora siamo attorno ai 4”.
Moreno elenca ancora due sentenze per debiti fuori bilancio che sono costate al comune rispettivamente 781mila euro e 650mila, spiega che a causa di un errore tecnico sono da restituire 321mila euro di TASI 2014 che non spettavano a Borghetto, annuncia che ci sono 796mila euro di corrispettivi non pagati per il fondo di solidarietà del 2015 e spiega che per alcuni anni non sono stati effettuati accertamenti sull’IMU.
“A metà gennaio andremo a discutere con il magistrato della Corte dei Conti il nostro piano decennale”, annuncia l’assessore al Bilancio, e passa all’elenco di misure già esposto in consiglio, premettendo che dal 2018 al 2020 saranno anni duri, con un rientro effettivo dal 2021: abolite le agevolazioni sull’IMU, addizionale IRPEF uniformata a una singola fascia (0,8), aggiornamento delle tariffe TOSAP, tagli alle società e strutture sportive, mantenimento dei servizi sociali obbligatori, azzerati i contributi per cultura, spettacoli e altre associazioni sul territorio, fino alla ben nota alienazione della farmacia.
Interviene Giancarlo Maritano (capogruppo In Cammino): “Sulla farmacia comunale avevamo chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta, ma l’amministrazione ha scelto di agire diversamente. Abbiamo incontrato l’avvocato Bonifacino, a capo del CdA della farmacia, che ci ha offerto dei dati importanti: il fatturato è in calo nell’ultimo triennio, mancano alcuni adeguamenti necessari e sono state rilevate importanti anomalie. Tra queste, un ammanco del 2017 non identificato, mentre è stato certificato il bilancio 2015 ma non 2016 (di conseguenza, essendo un organo comunale, anche il bilancio del comune è incompleto). Per questo motivo, Bonifacino chiederà la revoca del revisore dei conti. Ci sono 18mila euro percepiti senza titolo ancora da recuperare, che non sono in linea con la Legge Monti, mentre suggerirò, come previsto dalla Legge Madia, che per la farmacia possa essere istituito un comitato monocratico, dal momento che ora abbiamo un CdA di tre persone per una struttura con quattro dipendenti”.
Sul Comune, invece, commenta Maritano: “Abbiamo circa 80 dipendenti comunali per un paese da 5mila abitanti (circa uno ogni 65 persone), quando un altro comune in sofferenza, cioè Savona, ha circa 600 dipendenti per 60mila abitanti (uno a 100), qui si vede un’anomalia nell’organizzazione. Infine vorrei soffermarmi sui Buoni Ordinari Comunali (BOC), sottoscritti nel 2006 quando, in alternativa, si sarebbero potuti rinegoziare i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, che sarebbe stato meno dispendioso. Con il risultato che su 14 milioni di mutui, da qui al 2021 si verseranno circa 6 milioni di interessi alla Cassa Depositi e prestiti”. Ne nasce un dibattito strettamente burocratico tra Maritano e Moreno che viene concluso dal sindaco Canepa: “Per favore, siamo qui per dialogare con il pubblico. Non trasformiamo questa seduta in un consiglio comunale bis”.
Prende così la parola Gian Luigi Taboga, storica figura di riferimento per Assoutenti: “La mia prima raccomandazione è quella di non trasformare questo incontro in un’aula di tribunale, con accuse e colpevoli. Ma soprattutto ricordiamoci che il dissesto non è nella macchina comunale: è nel tessuto sociale, nella qualità della vita dei cittadini, nelle difficoltà che in troppi hanno a mettere insieme il pranzo con la cena, nel patrimonio edilizio abbandonato a se stesso che si è depauperato, nelle attività che ogni giorno chiudono, nei problemi dei giovani costretti ad andarsene perché non trovano lavoro. La burocrazia alla fine ci interessa poco. L’unica via sta nella partecipazione e collaborazione tra cittadini, per risolvere i problemi insieme”.
Ecco, infine, alcune tra le domande del pubblico:
“Chi è il responsabile di questo debito?”
Canepa: “Vorremmo che fosse facile dirlo, ma come abbiamo esposto non c’è un singolo colpevole che è scappato con la valigia. Si tratta di un sedimentarsi di situazioni e di scelte delle passate amministrazioni, di ogni colore, certamente molte delle quali fatte in buona fede”.
“A quanto ammonta il debito reale?”
Moreno: “Siamo partiti da oltre 3 milioni, gran parte già ripagati. Il pregresso si è ora assestato su 1 milione e 648mila euro, ma non dimentichiamo che stiamo lavorando anche per riequilibrare il pareggio tra entrate e uscite per non generare ulteriore debito su debito, visto che il comune spendeva in media 200mila euro annui in più rispetto a quanto entrava in cassa. Qualsiasi altra cifra astronomica che vi potrebbe capitare di sentire non è vera né comprovata da fatti”.
Ivan Cambiano (candidato per In Cammino): “Su un debito di 1,6 milioni di euro, togliendo le agevolazioni IMU e Irpef a adeguando la Tosap arriviamo a circa 620mila, tagliando le spese fino al 2021 sono altri 190mila e con i risparmi sui mutui arriviamo ad avere circa 1061000 euro di disavanzo rispetto a quei 200mila euro annui di spesa in più: non sarebbero più che sufficienti per coprire il debito in breve tempo?”
Moreno: “Purtroppo non è così semplice, ci sono tutta una serie di tecnicismi dei quali è obbligatorio tenere conto per legge che non possono essere ridotti a mero disavanzo tra entrata e spesa”.
“Via Tevere è senza illuminazione da maggio 2016: come risolverete la cosa?”
Parla l’assessore ai lavori pubblici Luca Angelucci: “Tutto ciò è legato ai lavori sul lungofiume, che dovrebbero terminare entro marzo. Comunque raccolgo la segnalazione e farò il possibile”.
Conclude gli interventi un commerciante: “Vi ho votati e mi siete simpatici, per cui non parlo con ostilità. Però alla fine paghiamo sempre noi. In campagna elettorale avevate promesso che avreste fatto di tutto per rilanciare il commercio, io ora sono in difficoltà e mi sento deluso”.
Risponde il presidente del consiglio con delega al commercio Alessandro Sevega: “Siamo sinceramente vicini ai commercianti e alle categorie, ma dovete capire che una situazione come il pre-dissesto è un’anomalia. Stiamo lavorando proprio per appianare queste criticità”.