In Italia la pressione fiscale per le imprese è purtroppo sempre in aumento. Ogni anno, un numero sempre maggiore di attività si trovano costrette a chiudere i battenti, per problemi legati alla disponibilità finanziaria nel pagare le tasse, i dipendenti assunti e i fornitori da cui si riforniscono. In molti casi, queste aziende non sono riuscite a mettere in atto una serie di azioni per riuscire a ridurre il peso della tassazione.
Per chi è interessato a capire come pagare meno tasse, qui di seguito abbiamo elencato una serie di utili consigli da cui prendere spunto. È bene ricordare, che prima di ogni azione è bene consultarsi con il proprio commercialista. Non è detto che questi consigli siano applicabili in ogni tipologia di azienda o situazione.
1) Outsorcing. Utilizzare dei collaboratori, per completare parte o tutti i processi aziendali è sicuramente un ottimo stratagemma per ridurre il carico fiscale. In questo modo, si può ridurre il numero delle persone assunte in azienda e allo stesso tempo continuare ad offrire un ottimo servizio ai clienti. Un minor numero di dipendenti, riduce notevolmente l’ammontare dei tributi e delle spese che ogni mese l’azienda dovrà affrontare.
2) Gestire al meglio deduzioni e detrazioni. Un’azienda che vuole ridurre al minimo le tasse, deve essere ben a conoscenza di tutte le possibilità di “detrazioni e deduzioni che il fisco italiano” permette. È bene chiarire bene la differenza tra questi due termini, per non commettere degli errori:
- Le deduzioni sono quelle spese che un imprenditore ha la possibilità di defalcare dal reddito, prima di calcolare le imposte da inviare allo stato italiano.
- Le detrazioni al contrario, sono degli importi che ogni azienda ha la possibilità di sottrarre all’ammontare delle imposte da versare.
Grazie al contributo del proprio commercialista, si potrà capire quali delle spese sostenute durante l’anno possono essere inserite in una o nell’altra categoria, oltre a quelle che naturalmente non possono dare un aiuto nella detrazione dell’ammontare delle tasse. Infatti, non tutte le spese che un imprenditore o un’azienda compiono possono far parte di queste due categorie.
3) Polizze vita e infortuni. Queste due tipologie di polizze, permettono alle aziende e alle persone di scaricare parte dei premi assicurativi corrisposti all’agenzia assicurativa che si è scelto. La percentuale di detrazione attuale è del 19%, e può raggiungere un tetto massimo di detrazione di 1.291,14 euro (somma, che può comprendere anche i famigliari a carico).
4) Scegliere la forma societaria più consona. Quando si deve aprire un’azienda o si incrementa considerevolmente il giro di affari di un’azienda già avviata, è bene prendere in considerazione la tipologia di regime societario da utilizzare. In base al tipo di attività che si fornisce ai propri clienti, così come all’ammontare del volume di affari che si muove ogni anno può essere opportuno scegliere una tipologia a discapito di un’altra. In molti casi, è possibile che il commercialista che segue una determinata azienda consigli il proprio assistito di variare la propria forma societaria, se ci sono i presupposti per ottenere dei benefici da questa scelta.
5) Gestire al meglio la pianificazione fiscale. Le azioni descritte in questa guida fanno tutte parte della pianificazioni fiscale. Riuscire a creare una strategia che permette una migliore gestione del dare e dall’avere allo stato, permette alle aziende di migliorare i propri redditi. È bene stare alla larga, dai consulenti che offrono soluzioni poco chiare e/o al limite del legale per ridurre la pressione fiscale sulla propria società. In molti casi, i consigli che offrono non sempre sono del tutto legali.
Come abbiamo visto in questa breve guida, grazie alla collaborazione con il proprio commercialista è possibile diminuire legalmente le tasse che si pagano ogni anno. Azione questa, che permette a un’azienda o ad un libero professionista di avere maggiore liquidità a propria disposizione.