Sanità - 03 giugno 2018, 10:00

Privatizzazione degli ospedali, a metà mese l'apertura delle buste

Giancarlo Bellini (CGIL) spiega alcuni aspetti: "In cosa consiste? I lavoratori devono preoccuparsi? Il privato vorrà speculare? Presto l’apertura delle buste, c’è il timore di un ricorso al Tar?

A metà mese si apriranno le buste contenenti le offerte dei privati per la gestione degli ospedali di Albenga, Cairo e Bordighera. Si saprà a quel punto chi si aggiudicherà questa gara, salva naturalmente l'ipotesi di eventuali ricorsi al Tar che potrebbero rallentare il passaggio.

Diverse le preoccupazione dei cittadini su questo tema. Molte le domande e poche le risposte, ma quali sono i timori circa questo delicato tema?

Spiega Giancarlo Bellini della CGIL:

I cittadini chiedono informazioni. È emersa forte una critica sui livelli istituzionali che pur avendo una competenza sulla materia si sono sempre sottratti ad un confronto pubblico. Noi non abbiamo la disponibilità di certe risposte purtroppo.”

“Per quel che concerne i lavoratori dell’ospedale di Albenga, Cairo e Bordighera non dovrebbero temere nulla dal punto di vista occupazionale ovvero del mantenimento del loro posto di lavoro. Rimarranno dipendenti pubblici ed avranno la busta paga dall’Asl, i contributi versati come prima e tutto il resto, certamente cambierà la loro vita lavorativa e si dovranno adattare al sistema organizzativo e alla gestione dei privati che subentreranno e quindi anche per loro le cose cambieranno, ma non è dato sapere se in bene o in male.”

“Sul rischio che il privato voglia fare degli utili sulla sanità devo dire che credo che i filantropi che costruivano ospedali sono di qualche secolo fa quindi è evidente che un privato alla fine si impegni in una situazione di questo tipo con l’obiettivo di trarre un utile e fare del profitto. Questa cosa di per sé è legittima. Ci sono le opinioni che ognuno di noi come cittadini e le valutazioni di ciascuno circa l’opportunità o meno che un servizio di sanità debba essere tutelato dal pubblico o debba produrre utili per qualcuno. È un aspetto più etico che altro, ma certamente chi verrà qui verrà per fare un utile e i soldi a disposizione per il servizio sanitario sono sempre quelli quindi che ognuno tragga le sue conclusioni”

Sul rischio di ricorsi al Tar posso dire che noi speriamo non ci sia. Non vorremmo fosse ripetuta in grande l’esperienza che abbiamo vissuto con l’ortopedia dove le operatrici e gli operatori che dovevano rimanere a casa tre mesi ci sono rimasti un anno e tre mesi. Si tratta di una gara che ha una complessità tecnica evidente ed impegnativa sia nella costruzione del bando che nel lavoro di chi dovrà valutare le offerte. C’è da stare insomma molto attenti e il bando è molto attrattivo per i privati, ma spero che nessuno possa trovare appigli e che le cose possano andare bene, statisticamente su questi tipi di bandi è possibile che ci siano dei ricorsi”

Mara Cacace