Economia - 06 giugno 2018, 06:43

Spread, debito pubblico e politica: come incidono sulle tasche degli italiani

I titoli si intendono a 10 anni, quindi nell’ottica di un investimento a medio-lungo termine

Lo spread rappresenta il valore che definisce lo stato di salute dell’economia di un paese ed è la differenza che c’è fra il rendimento dei Titoli di Stato Italiani (i Btp, Buoni del Tesoro Poliennali) e i Bund tedeschi. I titoli si intendono a 10 anni, quindi nell’ottica di un investimento a medio-lungo termine, per un rendimento più o meno costante e quindi chiamati “titoli a reddito fisso”. Quello che varia è tuttavia il prezzo nel caso si vendano prima della scadenza: se il tasso d’interesse sale, diminuisce il prezzo e quindi se si vendono ci si perde.

I titoli Btp

Se hai titoli Btp è bene quindi tenerli e attendere che lo spread cali, poiché questo tipo di azioni funzionano al contrario rispetto a quelle normali con cui si usa investire online. È anche per questo motivo che giocare in borsa non è semplice e richiede conoscenze in economia e nel trading. Se non le hai è meglio per te optare per altre tipologie di investimento, come le slot senza deposito. In caso di vendita anticipata, vendendo i Btp prima del dovuto ti potresti trovare a incassare meno di quanto li hai pagati.

Essi saranno di nuovo al loro valore iniziale solo alla scadenza. Se il valore dei titoli dello stato è basso e il divario con quelli tedeschi (lo spread è quindi elevato) lo Stato alla fine si troverà a pagare maggiori interessi e un valore superiore a quanto essi valgono, perdendoci. Ecco quindi che il debito pubblico sale e si instaurano una serie di meccanismi per cui lo Stato si rifà sui cittadini.

Effetti dell’innalzamento dello spread sul cittadino

Come lo spread si traduce sulle tue tasche di cittadino? Le banche hanno moltissimi titoli di Stato e se il valore di questi si riduce devono tutelare i loro conti. Questo si traduce con una chiusura nei confronti dei richiedenti mutuo, sia cittadini privati che aziende, e con tassi di interesse più alti. A subire questo atteggiamento saranno in primis coloro che hanno mutui variabili. Le imprese, a fronte di una minore possibilità di credito dalle banche si potrebbero trovare più facilmente in situazioni complicate, restando indietro rispetto ai competitor esteri ad esempio.

Il rischio dello spread alto è anche per le banche stesse, se esse infatti possiedono titoli deprezzati (ed è così con lo spread elevato) potrebbero trovarsi in un rapporto debole nei confronti delle banche degli altri paesi che non sarebbero più disponibili a prestiti a quelle banche, persa la fiducia per quello stato. A risentirne, insomma, sarebbe il credito interbancario e il tasso interbancario Eibor, su cui sono calcolati i tassi di interesse variabili e che incide sulle transazioni finanziarie fra istituti bancari in Europa.

L’aumento dello spread, oggi frutto dell’instabilità politica italiana e dal timore dell’UE di un ministro dell’economia anti euro ha fatto scattare uno status di emergenza. Lo spread scenderà quando ci sarà un governo stabile e quando sarà definita la politica nei confronti dell’UE, nella speranza di una legge finanziaria che salvaguardi i conti dell’Italia e degli italiani.