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| 14 agosto 2018, 14:55

Una città spezzata in due, per mesi se non per anni

Sin dai primi minuti dopo il crollo, sono state pesantissime le ripercussioni sul traffico locale. L’uscita obbligata a Genova Aeroporto comporterà conseguenze gravissime. Per il capoluogo danni enormi, non solo per la mobilità, ma pure per il traffico e l’ambiente

Una città spezzata in due, per mesi se non per anni

A Genova non si poteva immaginare un disastro peggiore, in termini di vite umane ma anche di conseguenze sulla viabilità. Perché il Ponte Morandi era l’allaccio tra i due crinali nevralgici, il ponente da una parte e il centro dall’altra. Sestri e Sampierdarena, collegate da quel chilometro e trecento metri sopraelevato che rappresentava uno snodo fondamentale, obbligato e irrinunciabile. Così, subito dopo la notizia del crollo della struttura, ci si è iniziati a interrogare sul dopo. Contemporaneamente, la viabilità urbana iniziava a intasarsi.

E sarà così per mesi, se non per anni. Veicoli dei genovesi, mezzi pesanti, ma anche quelli di tutti i fruitori dell’autostrada che ora, arrivati a Genova Aeroporto, saranno costretti a uscire per poi riprendere la strada a pedaggio al casello di Genova Ovest. Vengono i brividi solo a pensarci. A cosa potrà essere, alla ripresa di tutte le attività a settembre, il traffico tra via Cornigliano, la Fiumara, via Cantore, via Sampierdarena e lungomare Canepa. Direttrici ‘normalmente’ intasate dai flussi consueti, figuriamoci ora con l’aggiunta dei mezzi provenienti dall’autostrada e costretti a uscire. Le alternative, d’altra parte, non ci sono mai state: o l’Aurelia monocorsia per senso di marcia (una strada uguale a se stessa sin da quando non esisteva neppure l’asfalto) o l’A10. E meno male che, negli scorsi anni, è stata aperta la strada a mare, pure quella attesa per anni.

A proposito di tempo: quanto ci vorrà per ricostruire il Ponte Morandi? Per ricollegare i due crinali? Sarà un’opera necessaria o no? Ci sarà anche in questo caso dibattito politico? Di sicuro, per Genova stiamo parlando di un enorme problema dal punto di vista del traffico, ma anche economico e ambientale. Chi verrà dalla Riviera di Ponente, per raggiungere il Nord sarà obbligato a prendere la A26 per Gravellona Toce, subito prima dell’uscita di Genova Pra’. Chi verrà da Levante, continuerà a salire lungo la A7, subito dopo Genova Est. Ma per chi dovrà raggiungere Genova, specialmente da ovest, sarà un dramma. Così come per chi, dal centro, dovrà andare verso ponente. Nel primo caso, le automobili sulla A10 saranno costrette a uscire a Genova Aeroporto. Un casello già compromesso dalla demolizione, nei giorni scorsi, del raccordo di via Siffredi, che complicherà ulteriormente la situazione. Poi, questi veicoli potranno riprendere l’autostrada a Genova Ovest. In direzione opposta, nessuna possibilità dal casello di Genova Ovest verso ponente. L’entrata servirà solamente la A7, in direzione Bolzaneto.

E quindi? Tutti i mezzi diretti dal centro sino a ponente, così come da Levante, si riverseranno sulla viabilità urbana. Almeno sino al casello di Genova Aeroporto. Nessuna bretella. E’ finita dentro il Polcevera. Con tonnellate di calcinacci e decine di vite umane.

Alberto Bruzzone

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