Politica - 10 marzo 2019, 15:00

Cileto (Per Finale): "I cannoni simbolo di Finalmarina abbandonati in mezzo alla rumenta"

La candidata sindaco della lista civica Per Finale: "Questa amministrazione agisce non solo senza pianificazione, ma senza rispetto per i cittadini, la storia, la cultura, le tradizioni della città"

“Quella bambina nella foto seduta a cavallo di un cannone sono io, tanti anni fa”. Ad iniziare così il suo racconto è Tiziana Cileto, candidata sindaco della lista Per Finale, che prosegue: “Quindi, da finalese, molto prima che da candidata alle prossime elezioni, potete immaginare quanto dolore mi causa vedere la piazza dei cannoni… Senza cannoni!”

Continua Cileto: “Per tutti i finalesi quella è da sempre, storicamente, “la piazza dei cannoni”. Il primo è stato tolto a novembre e da allora non se n’è saputo più nulla. Ora, con la pena nel cuore, mi tocca vederli ammucchiati nei magazzini di Finale Ambiente tra pallet, sacchi di cemento, cartelli segnaletici”.

“Davvero i cannoni sono oggetto di restauro? - Si domanda Cileto - Questa è solo un’ipotesi che sta circolando a livello di voci di corridoio: non è mai arrivato un annuncio ufficiale, mentre di solito rimuovendo un oggetto d’arte o di valore storico si mette almeno un cartello che ne notifichi la rimozione al fine di restauro. Dei basamenti dei cannoni non si sa nulla: furono fatti negli anni ’80 da una falegnameria finalese, esistono ancora i disegni del progetto? Queste opere manuali, frutto del lavoro dei nostri artigiani, sono state tutelate in qualche modo?

Ma la cosa che mi fa temere di più è sapere che i cannoni sono stati ammucchiati nei magazzini di Finale Ambiente dove giace anche la Mammona. Stiamo parlando di un’opera d’arte moderna, realizzata da Emanuele Luzzati: ne esistono solo tre al mondo, una a Siracusa, una a Genova e una a Finale. Le altre due sono valorizzate in piazze dove chiunque la può ammirare. La nostra è smontata e parzialmente demolita in un deposito di rifiuti. Penso non solo al valore artistico dell’oggetto ma all’oltraggio alla memoria di un grande artista italiano e al comportamento offensivo nei confronti dei discendenti di Luzzati che hanno voluto donare la Mammona alla città”.

Conclude la candidata sindaco di Per Finale: “Senza che sia stato allestito uno spazio apposito per tutelare il patrimonio storico, artistico, culturale cittadino in attesa di un (ipotetico) restauro, i nostri cannoni e la Mammona finiscono in mezzo alla ‘rumenta’, senza rispetto. Il degrado di un paese si vede da queste cose. Da parte di questa maggioranza mancano gli aspetti fondamentali per governare: il rispetto (per la gente, per la storia, per i nostri simboli e le nostre tradizioni), la pianificazione strategica, il dialogo con i cittadini. Quale democrazia partecipata? La partecipazione della città è scomparsa dopo i primi due mesi di amministrazione”.

Alberto Sgarlato