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Sanità | 06 luglio 2019, 17:15

Il luminare delle neuroscienze Francesco Benso incanta il pubblico di Borgio Verezzi (FOTO e VIDEO)

L'incontro al Teatro Gassman è stato organizzato dalla Rete Genitori Lettere Volanti

Il luminare delle neuroscienze Francesco Benso incanta il pubblico di Borgio Verezzi (FOTO e VIDEO)

La Rete Genitori “Lettere volanti”, associazione molto attiva su tutto il comprensorio finalese, ha messo a segno un altro traguardo importante, di elevato spessore culturale e di indiscusso prestigio.

Infatti ieri, 5 luglio, nel cinema-teatro “Vittorio Gassman” di Borgio Verezzi, si è svolto un seminario (gratuito ma a numero chiuso su prenotazione) della durata di circa tre ore, con il professor Francesco Benso, docente di neuroscienze dell’Università di Trento.

Ecco qui di seguito solo un breve estratto del ricco curriculum che fa di Benso uno dei più grandi luminari italiani, ed un nome di rilievo internazionale, nel suo campo:

• Docente, Formatore e Consulente con attività di ricerca in Neuroscienze Cognitive e Cliniche.

• Professore a contratto di “Funzioni Esecutive e Apprendimenti” presso il DIPSCO di Rovereto, Università di Trento.

• Già docente nei corsi ufficiali di “Psicologia Fisiologica”, di “PsicoBiologia” e di “Psicologia dell’Attenzione” presso l’ Università di Genova.

• Membro fondatore del Polo Universitario di Ricerca e Formazione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento “M.T. Bozzo” Università di Genova.

• Direttore scientifico ANCCRI (Associazione di Neuroscienze Cognitive Clinica Ricerca e Intervento).

• Già Direttore Scientifico corsi di Perfezionamento in Psicopatologia dell’Apprendimento dell’Università di Genova.

• Responsabile Scientifico per L'AIDAI Liguria (Associazione Italiana Disturbo Dell'Attenzione / Iperattività).

• Pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali.

• Pubblicazioni di lavori neuro-scientifici a livello nazionale e internazionale.

Benso, in modo chiaro e con l’ausilio di proiezioni ha dimostrato, dati alla mano e confrontando i suoi risultati con le ricerche condotte da altri luminari, i risultati di quello che nel settore delle neuroscienze sta diventando famoso proprio come “Metodo Benso”.

In pratica, per un giovane DSA (che, lo ricordiamo, non è né un disturbo, né men che meno una patologia, ma è solo un Diverso Stile di Apprendimento), tramite un percorso che il Professore ha definito “Training”, è possibile intensificare le funzioni attentive/esecutive, arrivando per esempio dopo sole 18 sedute con ragazzi dislessici a superare il traguardo delle 4 sillabe al secondo in lettura.

Un risultato che non solo viene raggiunto, ma anche conservato persino dopo quattro mesi di stop degli esercizi.

“L’Uomo è qualcosa di più dei suoi neuroni”, commenta Benso, che spiega quanto siano importanti le interazioni tra attenzione ed emozione e quanti legami ci siano dallo “stato modulare” allo “stato controllato”.

Per dirla in parole povere: ci sono gesti della nostra quotidianità che denotano un’elevata capacità attentiva/esecutiva spontanea, come la semplice “corsetta” per attraversare la strada, un gesto solo apparentemente meccanico, ma che in realtà denota la nostra capacità di calcolo nel gestire i tempi del nostro transito da un marciapiede all’altro, messi in relazione alla velocità di avvicinamento del primo veicolo.

Per contro, quando ci facciamo sopraffare dal ragionamento rispetto alla spontaneità e all’emozione, ecco che sbagliamo. Un esempio lampante presentato dal Professor Benso è quello del tennista che sbaglia l’ultima palla che per lui sarebbe vincente per il match. Che cosa è successo in quel momento? Semplicemente l’atleta ha messo “troppo” ragionamento nel cercare di pilotare un gesto che ormai gli viene spontaneo.

L’esempio del tennis è solo una delle molte citazioni del mondo sportivo offerte da Benso nel suo incontro con il pubblico di Lettere Volanti: infatti il professore spiega che svolgere un’attività sportiva (vengono citati tennis, calcio, arti marziali) o artistica (come la danza o la ginnastica aerobica), non solo è pienamente possibile per un DSA, ma anzi è addirittura caldamente consigliato perché favorisce le capacità attentive.

L’incontro si è concluso con la consegna di un piccolo “cadeau” da parte di Rete Genitori Lettere Volanti a Francesco Benso, in ricordo di questa bella giornata di valore formativo. Infine il Professore si è mostrato cordiale e disponibile nell’intrattenersi a rispondere alle domande dei presenti.

Alberto Sgarlato

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