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Politica | 04 agosto 2019, 10:00

Trasformazioni epocali nel centrodestra dopo la scissione Toti/Fi: gli umori degli amministratori del Ponente

Viaggio nei maggiori Comuni compresi tra Alassio e Finale Ligure, tra chi vede in quest'aria di rinnovamento la scelta giusta e chi preferisce restare in attesa di ulteriori sviluppi

Trasformazioni epocali nel centrodestra dopo la scissione Toti/Fi: gli umori degli amministratori del Ponente

Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e la sua “scissione” dalla “casa madre” di Forza Italia, non potevano che generare un piccolo terremoto nell’ambito del centrodestra. Ma a livello locale, i nostri amministratori come stanno vivendo la vicenda?

Nel Ponente Ligure chi si schiera con Toti e chi invece preferisce rimanere fedele alla vecchia bandiera? Chi pensa che un centrodestra soggetto a divisioni interne sia più fragile e chi invece ritiene che la strada del rinnovamento sia l’unica percorribile per crescere?

Abbiamo effettuato un sondaggio e raccolto diverse impressioni.

In generale la cautela sembra la strada migliore per tutti gli esponenti di maggioranza e minoranza, che restano alla finestra “per vedere di nascosto l’effetto che fa”, come diceva una celebre strofa di una canzone di Enzo Jannacci.

Osserva con distacco il vicesindaco di Alassio Angelo Galtieri: “Sono stato eletto in una lista civica, senza tessere di partito (che non ho e che almeno al momento non intendo sottoscrivere) e scelte di campo non ne faccio. Non mi permetto di giudicare, alla luce di questi motivi, le dinamiche interne ad altri schieramenti. Gli effetti che mi preoccupano sono quelli sulla stabilità e governabilità della Regione. Infatti da moderato di centro quale mi sento di essere mi sembra che la cosa importante sia la governabilità degli enti con intelligenza, buonsenso e rispetto: nel nome di questi presupposti sarò sempre disposto al dialogo e alla collaborazione con chiunque purché in modo costruttivo”.

Gerolamo “Gero” Calleri, da poco “prestato” alla politica dopo una vita dedicata principalmente all’associazionismo di categoria del mondo agricolo, è stato alle ultime elezioni di Albenga un nome proposto sì dalla Lega, ma accolto con favore da tutto il centrodestra: “Penso che Toti sia un’ottima persona che può regalare al centrodestra un traino diverso e più nuovo, un bel cambio di marcia”, commenta. Calleri non vede il rischio di disgregazione: “Queste tensioni e fratture erano in atto da tempo. Si è trattato solo di manifestare pubblicamente in maniera definita e netta ciò che in seno al centrodestra si stava vivendo da tempo. Poi, che cosa succederà, lo vedremo; ma ribadisco che Toti ha le carte giuste per ridare quella linfa che animava la situazione politica ai tempi della nascita del progetto di Berlusconi”.

"Ho partecipato all'evento di Toti al teatro Brancaccio a Roma - ha spiegato il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa - si respirava aria nuova, aria di rottura: il divorzio era abbastanza annunciato. Vedremo quali saranno le conseguenze immediate, siamo in una fase in cui tutto è ancora un po' da valutare".

"Sono in Forza Italia dall'inizio e mi sono sempre battuto affinché ci fosse una certa democrazia all'interno di questo partito - le parole di Luigi Pignocca, sindaco di Loano - oggi credo che ci sia la necessità di avere un'evoluzione rispetto a quello che è stato il progetto iniziale di Forza Italia, un progetto che rappresenta un'identità del centrodestra che oggi si è un po' smarrita. Come ha avuto modo di dire Toti, in occasione della convention di Roma al quale ho partecipato, un partito che passa dal 40% al 6% un'analisi se la deve pur fare perlomeno al suo interno. Pare che oggi, all'interno, non si voglia fare quello ma si voglia continuare su una determinata linea e perciò io scelgo la linea di Giovanni Toti: vedremo poi di ritrovarci con qualche vecchio amico su posizioni e situazioni nuove. Credo che oggi ce ne sia la necessità".

Non si sbilancia su eventuali prese di posizione Mario Carrara, esponente pietrese di Forza Italia: "Non abbiamo ancora deciso - il pensiero del consigliere comunale di minoranza - il nostro gruppo si riunirà prossimamente e vedrà quale posizione intraprendere a livello nazionale".

A Finale Ligure, tra tanti schieramenti civici, una lista che ha esposto in bella evidenza i simboli di partito di appartenenza è stata proprio “Le Persone al centro”, capitanata da Massimo Gualberti, che oggi ci dice: Una scelta necessaria. C’è un’area politica moderata di tradizione cattolica e liberale che deve trovare una sua collocazione, lontana da sovranismi, e recuperare una tradizione culturale che appartiene al nostro Paese. Secondo me nascerà un soggetto politico nuovo ed interessante in grado di riportare una serie di tradizioni culturali che oggi sono a margine. Chi ha a cuore la situazione economica reale del nostro Paese ed è pronto a tornare a credere a una politica che sia veramente fatta di idee e contenuti, non di slogan (spesso monotematici e rivolti agli immigrati).

Cito volentieri una frase che spesso viene attribuita a De Gasperi: il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni. Se vogliamo intraprendere questa strada abbiamo bisogno di qualcosa di più di slogan senza costrutto. Ma vale anche per l’altro schieramento: da troppi anni stiamo vedendo solo demagogia basata su chi le spara più grosse.

Sono felice che questo movimento possa nascere e soprattutto che possa partire, in un certo senso, proprio dalla nostra regione, per volontà del governatore della Liguria”.

Roberto Vassallo - Alberto Sgarlato

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