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Sanità | 25 novembre 2019, 08:00

Piaghe da decubito, perché si formano?

Piaghe da decubito, perché si formano?

Tra le lesioni tissutali più frequenti vanno citate le piaghe da decubito. Queste sono delle lesioni che riguardano la cute e che, con il procedere del processo ulcerativo, vanno ad interessare anche i tessuti sottostanti.

L’elevata frequenza di questo disturbo porta a chiedersi quali siano le cause alla base della formazione di queste ulcerazioni. L’incidenza è maggiore nei pazienti allettati e cresce all’aumentare del periodo trascorso in allettamento: questo è dunque il punto da cui partire per individuare i motivi responsabili del disturbo.

Cause delle piaghe da decubito: ecco quali sono

La causa principale della piaga da decubito è la pressione continua che viene esercitata sulla cute e sui tessuti sottostanti.

I tessuti per mantenersi vitali hanno bisogno di una perfusione ottimale: il sangue che arriva nella microcircolazione periferica porta con sé ossigeno e nutrienti, che i tessuti sono in grado di estrarre per sostenere il loro fisiologico metabolismo e tutte le attività cellulari.

Quando un paziente è costretto all’allettamento – questo vale sia in ambito ospedaliero che nell’ambiente domestico – il peso del suo corpo esercita una pressione continua sull’area del corpo sulla quale si appoggia. Il peso determina una alterazione del flusso sanguigno, impedendo il normale afflusso di sangue ai tessuti periferici dell’area compressa in maniera prolungata e questo porta nel tempo alla sofferenza delle cellule.

Le cellule, private di ossigeno e di nutrienti, non riescono a mantenere il loro metabolismo e vanno incontro alla morte. È questo meccanismo che porta nel tempo allo sviluppo di un’ulcera, definita appunto piaga da decubito perché dovuta alla pressione continua causata dal mantenimento prolungato della stessa posizione nel letto.

piaghe da decubito

È importante sottolineare che affinché il processo ulcerativo si inneschi è necessario del tempo. Quando dormiamo è possibile che trascorriamo tutta la notte nella stessa posizione: le poche ore notturne non sono però sufficienti a portare le cellule in uno stato di sofferenza. Nel paziente allettato la stessa posizione viene mantenuta per giorni e giorni ed a questo possono associarsi magari dei problemi vascolari di base del paziente stesso che potrebbero essere visti come fattori di rischio.

È possibile prevenire questo fenomeno ulcerativo?

Dal momento che il mantenimento della posizione prolungata e la pressione continua esercitata su una area cutanea circoscritta sono i fattori causali alla base delle piaghe, è possibile prevenire facilmente la loro formazione.

Tutto ciò che bisogna fare è assicurarsi che il paziente allettato cambi frequentemente posizione, in modo che il peso corporeo non vada a comprimere sempre la stessa zona, ma aree diverse. Così facendo non si arriverà mai ad avere una sofferenza cellulare tanto prolungata da causare la morte delle cellule stesse e si eviterà l’innesco del processo ulcerativo.

L’ideale sarebbe evitare l’allettamento prolungato, ma sfortunatamente ci sono delle situazioni nelle quali non è possibile fare altrimenti. Si pensi, ad esempio, ai pazienti sottoposti ad un intervento chirurgico, che al termine del quale sono obbligati a rimanere allettati per un numero di giorni variabile a seconda dell’intervento. In questi casi è consigliato l’utilizzo di dispositivi antidecubito, che possono essere di aiuto nel prevenire la formazione delle ulcere cutanee e sottocutanee.

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