Economia - 05 dicembre 2019, 08:20

Torino, ottobre 1959: il “Battistrada Separato 3” firmato Pirelli che ha rivoluzionato la mobilità invernale

Dal 15 novembre al 15 aprile 2020 è scattato l’obbligo di dotare auto e automezzi di pneumatici invernali o catene da neve. Sebbene l’indicazione emanata dal Ministero dei Trasporti preveda entrambe le soluzioni, è consigliato sostituire le gomme con quelle da neve, ritenute più sicure delle catene.

Tenendo una rubrica che parla di invenzioni, è venuto spontaneo chiederci: chi è stato l’inventore del primo pneumatico da neve? Lo sviluppo della prima gomma invernale risale al 1934 in Finlandia, fu frutto della stretta collaborazione tra August Kelhu, un rivenditore di pneumatici della cittadina di Turku, ed Erik Sundqvist il capo vendite dell’azienda Suomen Gummitehdas Osakeyhtiö (oggi conosciuta come Nokian Tyres plc). Inizialmente lo pneumatico denominato Kelirengas era stato progettato solo per i camion i quali dovevano intraprendere dei lunghi viaggi in mezzo al ghiaccio e alla neve, con l’aumento delle automobili negli anni Trenta, iniziarono a prendere coscienza che anche i veicoli per trasporto passeggeri richiedevano pneumatici diversi; nel 1936, l’azienda sviluppò e mise in produzione un pneumatico invernale dalle dimensioni ridotte, adatto alle auto.

Anche Torino ha firmato la storia delle gomme invernali, nell’ottobre del 1959, Pirelli al Salone dell’Auto di Torino presentò BS3, cioè “Battistrada Separato 3”, uno pneumatico pronto a rivoluzionare la viabilità invernale.

BS3 era composto da una carcassa e un battistrada non vulcanizzati assieme, di conseguenza quest’ultimo era facilmente intercambiabile; tale progettazione consentiva di passare da prestazioni estive a invernali, o viceversa, con poco lavoro e senza nemmeno smontare lo pneumatico dal cerchio; questa soluzione innovativa si rivelò fondamentale per introdurre il cambio stagionale degli pneumatici.

BS3 portò un’altra innovazione, Pirelli stipulo un accordo con Autogrill dal quale partì l’iniziativa di creare delle officine apposite nelle stazioni di servizio dell’Autostrada del Sole, dove dei tecnici specializzati avevano il compito di sostituire i battistrada di BS3, oltre che offrire ogni altro tipo di assistenza alle auto dei viaggiatori Italiani.

Il brevetto:

Il brevetto del Pirelli BS3 portava la firma dell’Ing. Carlo Barassi, allora a capo dell’Ufficio Tecnologico della Direzione Tecnica Pneumatici Pirelli, l’idea nasce dalla passione che Barassi aveva nei confronti della montagna e lo sci e dalla sua consapevolezza delle

problematiche che gli automobilisti riscontravano per raggiungere le località montane nei periodi invernali.

A quell’epoca, gli automobilisti per far fronte alle condizioni di bassa aderenza sull’asfalto ghiacciato, gli automobilisti erano soliti legare delle cinture borchiate sopra al battistrada delle gomme di trazione ma le difficoltà erano svariate e i vantaggi minimi.

Il battistrada veniva montato su tre anelli del diametro della carcassa dello pneumatico, si posizionavano sullo pneumatico e poi venivano tenuti in sede dalla pressione dell’aria. Nel momento in cui la stagione invernale cessava ed era necessario il cambio, il battistrada della stagione fredda veniva smontato e sostituito con quello adatto alle temperature più calde.

L’innovazione portata da Pirelli con il BS3 spopolò nelle competizioni automobilistiche, in particolare fuori dall’asfalto: durante il Rally di Monte-Carlo del 1961 venne testato con ottimi risultati il comportamento del BS3, con 28 equipaggi in gara di cui 23 arrivati al traguardo, in queste competizioni nascerà qualche anno dopo il primo vero invernale di Pirelli chiamo MS35.

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C.S.