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Politica | 09 dicembre 2019, 19:20

Loano, Siccardi: "Mi dimetto non per viltà, ma per spirito di sacrificio. Credo ancora nella politica"

In questa intervista esclusiva per Savonanews il commiato del capogruppo della lista Pd/Da sempre per Loano

Loano, Siccardi: "Mi dimetto non per viltà, ma per spirito di sacrificio. Credo ancora nella politica"

Non si è ancora placata, a Loano, la eco delle dimissioni di Gianni Siccardi, capogruppo della lista Pd/Da sempre per Loano. 70 anni a maggio prossimo, dei quali un buon mezzo secolo dedicato a seguire con passione la scena politica. 

Una vita non facile: anni e anni di lavoro a Milano ma spostandosi "su e giù" per non perdere mai di vista la "sua" Loano. Due grandi passioni: l'altra, oltre alla politica, è lo sport.

E allora, che cosa potrebbe avere spinto Siccardi a una scelta per niente facile? La risposta è in questa dichiarazione esclusiva per Savonanews:

"Siamo il frutto di una democrazia che si è dimenticata troppo in fretta che cosa significa sacrificarsi per gli altri. I nostri nonni i nostri padri sono passati attraverso due guerre lasciandoci, forse con poco nostro riconoscimento, il vero valore della libertà.

Oggi gli orrori dei campi di concentramento e le violenze subite, da giovani vite, con o senza divisa sono diventati solo argomenti di narrazione cinematografica, lasciando ad alcuni, non pochi per la verità, il dubbio tra fiction ed inconfutabile realtà.

Dilagante, ahimè come consequenzialità, la disistima che parimenti si ha per la politica, eppure tutti noi, tutte le nostre azioni ed il nostro modo di porci esprimono inequivocabilmente politica. La nostra va sempre bene, quella degli altri è da 'cazzoni'. Sono nuovamente rientrato in Consiglio Comunale dopo poco meno di un quarantennio, riproponendo quella antica “retorica” dei quattro ragazzi al bar.

Ci ho creduto e ci credo ancora, si recupera credibilità solo ponendosi come servitori, mettendosi sopratutto anche al servizio di ciò che la democrazia ha espresso con il suo voto popolare.

È vero un esercizio difficile ma, comunque, sei stato eletto per il bene del tuo paese e non per rimarcare le differenze. Gli elettori le conoscono bene e le hanno già espresse con una scheda di preferenza.

Così oggi succede che oltre le obiezioni, si noti obiezioni non insanabili contrasti, di due contrapposti schieramenti politici (che di per se stesso già aiutano nel generare confusione), ne possa nascere un terzo che trova alimento nel dilagante sottobosco della burocrazia. Viviamo i drammi di una globalizzazione che ben poco ha lasciato all’agio del consumatore, provocando solo una epidemia di espulsioni dal mondo del lavoro creando una carestia senza precedenti dal dopo guerra, la nostra provincia è la più ammorbata da questa nuovo male, le soluzioni sono difficili ma sono imprescindibili da un solo ed unico atto: “riconquistare unitariamente credibilità nei confronti del “mondo” altrimenti si rimane carne da macello delle proprie differenze”.

Ora fatta questa lunga e necessaria premessa ci si aspetterebbe, appunto, di chi vive privilegiato con un sedere perennemente al caldo, che si pensasse che ogni espressione di lavoro, anche in termini di lottizzazioni selvagge, hanno all’origine un business che coinvolge la forza lavoro e che se il progetto è inaccettabile non si attendesse un decennio per opporre un diniego. Per natura l'imprenditoria è preparata da subito a tale opportunità ed ha capacità per indirizzare i propri programmi e progetti verso altre più percorribili realtà.

Questo ho cercato di esporre nell’ultimo Consiglio Comunale, come un monito di altrettante pratiche accettate, con lo stesso excursus, ma considerato il tempo trascorso diventate desuete o meno redditizie per le leggi di mercato ed ancora oggi ferme al palo.

Accetto l'epiteto di palazzinaro e non me ne offendo, se utile allo scopo, ma resto fedele al mio principale impegno: il lavoro al centro di ogni programma. Mi sono dimesso per quanto sopra espresso, non per atto di viltà o per venire meno ai miei “retorici” principi, non scappo e continuerò ad esserci, ma mi dimetto appunto per cercare di stimolare non tanto quel senso di irripetibile ed eroico sacrificio umano, oggetto dell'incipit di queste righe, ma facendo appello ad un più misurato senso.... il sentimento; richiamando la casta dei privilegiati ad un più imprescindibile dovere: ricordare che ci sono sempre.... gli altri".

Redazione

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