Savona - 11 dicembre 2019, 20:18

Savona, alla Torre del Brandale si parla del terremoto del 23 febbraio 1887 con Graziano Ferrari

Sabato 14 dicembre 2019 alle ore 18,30, l’ultimo degli appuntamenti per l’anno 2019 che conclude il ciclo delle celebrazioni del 95° anniversario di fondazione dell’Associazione "A Campanassa"

Nell’ambito degli eventi per celebrare il 95° anniversario dalla fondazione, l’Associazione A Campanassa, in collaborazione con il Comune di Savona, propone sabato 14 dicembre 2019 alle ore 18,30 nella Sala dell’Anziania della Torre del Brandale di Savona, l’incontro sul tema “Savona e la sua storia. Il Terremoto del 23 Febbraio 1887 - Memoria e scienza” a cura di Graziano Ferrari, Docente associato di Ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Bologna

Ad intervenire il presidente della A Campanassa, Dante Mirenghi: “L’appuntamento di sabato 14 dicembre conclude per l’anno 2019 il ciclo delle celebrazioni del 95° anniversario di fondazione. Come noto l’A Campanassa ha preparato un programma molto intenso ed interessante che proseguirà nell’anno 2020, nei tempi e con le modalità che deciderà il nuovo Consiglio Grande sulla base del progetto già approvato. L’A Campanassa ha sostenuto un non indifferente impegno, per altro aiutato da alcuni generosi sponsor, che hanno compreso l’alto significato storico e culturale del programma, all’insegna “La Torre racconta”, in cui lo scopo perseguito, rivolto non solo ai giovani, si concreta nel messaggio “la memoria della cultura e della tradizione rappresenta la base della nostra identità”. Pertanto il 14 dicembre, a chiusura del programma dell’anno solare 2019, è auspicabile la presenza, in gran numero, degli amici, dei soci e dei Consiglieri della A Campanassa, savonesi e non, quali primari e coscienti testimoni verso la Città, quale concreto esempio di condivisione ed attaccamento ai valori primari e fondanti della nostra Comunità”.

Il terremoto, così in sintesi il pensiero del nostro relatore: “In Italia, numerosi devastanti terremoti hanno caratterizzato la storia della sismologia e hanno stimolato lo sviluppo disciplinare. Fra questi, il terremoto della Liguria occidentale del 23 febbraio 1887 rappresentò un momento di svolta che portò alla nascita del servizio geodinamico istituzionale. In Italia gli eventi naturali estremi continuano a consumare risorse economiche, vite umane e coesione sociale, in misura sproporzionata rispetto all’eccellenza della tradizione e della ricerca scientifica italiana. Ma allora cos’è che non funziona? Da oltre 130 anni abbiamo una mappa della pericolosità sismica del nostro paese che è in continuo aggiornamento e con cui la legge impone che si costruisca e si ristrutturi l’edilizia pubblica e privata per renderla sismo-resistente. Poiché la pericolosità sismica è una caratteristica del territorio, per difenderci agiamo riducendo la vulnerabilità del patrimonio edilizio di quel territorio. Contrariamente a quanto si crede, tuttavia, gli attori principali della difesa dagli effetti distruttivi dei terremoti non sono solamente la scienza e la politica, ma entra in gioco anche una responsabilità individuale. La causa principale di distruzioni e vittime anche per i terremoti più recenti è nella vulnerabilità intrinseca e aumentata del nostro patrimonio edilizio. I primi a doverci curare della nostra sicurezza siamo noi, con la consapevolezza di grande attenzione ai momenti di trasferimento e alfabetizzazione al rischio: oltre ai ricercatori, occorre una platea pronta e interessata a recepire ed elaborare una nuova cultura della sicurezza. Cultura  non accademica ma popolare, della gente che quando costruisce o restaura la propria casa, non si preoccupi solo di vederla realizzata completa, bella ma si preoccupi che sia sicura. Si preoccupi di non morirci dentro”.

Graziano Ferrari è docente associato di Ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Bologna, dal 1973 ha avuto una variegata attività di ricerca sia in ambito pubblico che privato, e dal 2008 a metà 2019 è stato Dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ha dedicato la sua più che quarantennale attività al recupero, analisi ed elaborazione del dato storico strumentale e non strumentale della sismologia, occupandosi anche del recupero del dato storico di altri eventi naturali estremi (eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni) e della relativa informalizzazione. La divulgazione sui temi dei rischi da eventi naturali estremi è sempre stato un aspect importante della sua lunga carriera professionale.