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Cronaca | 10 gennaio 2020, 13:23

Ritrovato presunto ordigno bellico sui fondali marini di Noli: potrebbe risalire alla Seconda Guerra Mondiale

E' stato segnalato da un sub lo scorso 6 gennaio ad una profondità di circa 15 metri. La Capitaneria di Porto ha emanato un'ordinanza che interdice i pubblici usi del mare in prossimità della serra sottomarina nota come “Orto di Nemo”

Ritrovato presunto ordigno bellico sui fondali marini di Noli: potrebbe risalire alla Seconda Guerra Mondiale

Nella giornata di lunedì 6 gennaio, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Savona ha ricevuto una segnalazione da parte di un sub relativa alla presenza di un oggetto metallico, di forma allungata, ad una profondità di circa 15 metri sul fondale marino antistante l’abitato di Noli, assimilabile a un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale.

La segnalazione ha fatto attivare immediatamente la Sala Operativa della Capitaneria di Porto, che ha subito attivato le procedure previste per l’interdizione e l’avvio della bonifica della zona, al fine di tutelare la sicurezza della navigazione marittima nella zona di interesse.

Fin da subito, è stata informata la Prefettura di Savona, per l’avvio delle procedure finalizzate a richiedere l’intervento del Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare e dei Sommozzatori della Guardia Costiera, al fine di appurare la natura dell’oggetto segnalato.

I Nuclei specialisti, supportati dalle unità navali della Capitaneria di Porto di Savona, sono intervenuti nella giornata di giovedì 9 gennaio, e hanno appurato la probabile natura dell’ordigno bellico.

Pertanto, la Capitaneria di Porto di Savona ha immediatamente emanato l’Ordinanza n. 08/2020, che interdice i pubblici usi del mare (pesca, navigazione, attività subacquee) nell’area di mare oggetto di ritrovamento, in prossimità della serra sottomarina nota come “Orto di Nemo”. Questi divieti rimarranno in essere fino alla rimozione e successivo brillamento dell’ordigno, previsto per l’inizio della prossima settimana.

Gli specialisti del Nucleo SDAI e dei Sommozzatori della Guardia Costiera effettueranno ulteriori verifiche sui fondali della zona di mare interessata, al fine di accertare l’eventuale presenza di ulteriori ordigni, a tutela della pubblica incolumità.

Comunicato stampa

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