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Politica | 14 gennaio 2020, 07:34

Il consigliere comunale di "Alassio Volta Pagina" Jan Casella su infrastrutture, politica e territorio

Nella giornata di ieri, lunedì 13 gennaio, si è tenuto un Consiglio comunale straordinario

Il consigliere comunale di "Alassio Volta Pagina" Jan Casella su infrastrutture, politica e territorio

"Quando siamo venuti a conoscenza di quest’iniziativa (il Consiglio comunale straordinario in programma nella giornata di ieri), l’abbiamo subito vista di buon occhio, anche se starà a noi, e soprattutto a chi ricopre ruoli più importanti, il far sì che quella di oggi non sia una sfilata, o un’iniziativa per acquisire visibilità, ma piuttosto un tavolo concreto che dall’immediato si metta a lavorare per produrre dei risultati" commenta Jan Casella, consigliere comunale di "Alassio Volta Pagina". 

"Personalmente, a livello politico, ho una connotazione chiara (di idee intendo e non di partito), ma su temi come questo è importante, anzi è indispensabile che vengano coinvolti, oltre che i cittadini e gli operatori, anche le forze politiche di ogni schieramento. Questo discorso che vale oggi per le infrastrutture, valeva ieri, oggi e domani, per la difesa della sanità pubblica, per far fronte alle crisi industriali (come ad esempio Piaggio e Bombardier), per sostenere il nostro entroterra colpito dagli effetti del dissesto idrogeologico e per la difesa della costa e delle cittadine come la nostra che si trovano particolarmente esposte ai serissimi eventi che si stanno verificando negli ultimi anni". 

"Proprio per questo, l’unico rammarico in questa lodevole iniziativa, è che oltre agli Onorevoli presenti, avrei gradito anche la presenza degli savonesi del M5S. Dico questo non per seguire il manuale Cencelli ma per far sì che si garantisca la maggior convergenza e trasversalità possibile per portare avanti con forza le istanze di un territorio ferito - prosegue - Un territorio che si trova in ginocchio malgrado la reazione volenterosa e responsabile di cittadini, lavoratori ed imprenditori liguri. Una regione, e una provincia la nostra, in cui fare turismo è diventata un’impresa titanica, dove vivere, lavorare e studiare è da anni faticoso, spossante, e penso alle migliaia (o centinaia) di pendolari liguri che hanno gran parte della propria vita condizionata dai ritardi e dalle inefficienze di un trasporto ferroviario assolutamente insufficiente, a cui, negli ultimi tempi, si è aggiunta anche la disastrosa situazione delle nostre autostrade, che oltre a causare incredibili disagi, sono anche fonte di pericolo per la vita delle persone".

"In due errori secondo me ora non dobbiamo cadere, sono entrambe due tentazioni che nel dibattito politico che si è sviluppato dopo la caduta del Morandi, sono emerse chiaramente:

- da una parte l’approccio ultra-sviluppista che chiede di premere sull’acceleratore per ogni tipo di nuova costruzione e infrastruttura, a prescindere dalla sua reale utilità;

- dall’altra la presa di posizione di chiusura, piuttosto ideologica, del dire No ad ogni eventuale miglioria infrastrutturale, sostenendo che sia sufficiente la sola messa in sicurezza dell’esistente. (non è così, a parer mio e ne è un esempio la nostra rete ferroviaria assolutamente insufficiente)". 

"Permettetemi una riflessione sulla gestione privata delle autostrade del nostro paese. A dire il vero è un discorso un po’ più ampio e generale. Dall’inizio degli anni Novanta, nel nostro paese, abbiamo assistito ad una ubriacatura generale neoliberista che in un certo senso non si è ancora conclusa. Si è diffusa trasversalmente una visione idealizzata del privato buono ed efficiente a prescindere, in grado di sostituirsi al pubblico e alle sue eventuali inefficienze. Questo è avvenuto ad ogni livello della politica italiana, e spesso avviene tuttora, nei Comuni ad esempio con servizi esternalizzati e project financing, in Regione con la progressiva privatizzazione di fatto di alcuni ospedali e a livello nazionale come l’esempio di cui stiamo discutendo oggi" continua il consigliere comunale di "Alassio Volta Pagina". 

"E’ notizia di questi giorni che nel nostro paese ci sono ancora circa 200 tunnel fuori legge, malgrado il decreto legislativo del 2006 stabiliva come termine ultimo perentorio il 20 aprile 2019 per la messa in sicurezza delle gallerie italiane. Non essendo stato rispettato tale termine, la Commissione Europea si è trovata costretta ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per il “mancato adeguamento dei livelli di sicurezza. “Tredici anni d’inerzia in cui tutte le concessionarie autostradali ma anche il Ministero delle Infrastrutture, hanno fatto poco, se non pochissimo” (come scrivono su Repubblica Filetto e Lignana".

"Il bilancio è un disastro:

- Rete autostradale affidata ai privati

- Pedaggi autostradali aumentati in maniera sproporzionata

- Insufficiente manutenzione e messa in sicurezza

- Inserimento di norme che rendono pressoché impossibile o molto oneroso l’eventuale revoca delle concessioni

- Lavori effettuati i periodi festivi (come accaduto nel periodo natalizio)

- e, per quanto riguarda la nostra Regione, cosa ancor più grave, abbiamo anche pianto dei morti"

"La politica, in questa vicenda, si è più premurata di difendere e garantire il massimo profitto per i concessionari piuttosto che garantire lo Stato e i consumatori. Penso che tutti noi dovremmo riflettere, sugli errori fatti, e sul ruolo della politica. Molto spesso infatti, il ricorso al privato è stata ed è spesso oggi la risposta ad un’inefficienza pubblica. E io qui voglio essere chiaro: contesto e ho contestato con questo mio discorso il principio neoliberista, ma lungi da me il voler dire che dove c’è lo Stato ci sia efficienza e competenza. Purtroppo spesso non è così, anzi".

"Non solo la Politica ha delegato al privato settori importantissimi, ma tutti i problemi che riguardano il rapporto tra politica, enti, partecipate e sottogoverno sono ancora ben presenti: troppo spesso non si scelgono le persone a cui affidare ruoli strategici  per le loro capacità e competenze, ma per la loro fedeltà, a un politico o a un partito".

"Concludendo io voglio ricordare a tutti noi che ricopriamo un incarico pubblico, che i cittadini ci hanno votato per amministrare la cosa pubblica, per fare esclusivamente l’interesse comune della collettività. Senza demonizzare il privato, sia chiaro, che ha diritto di esercitare la propria azione. Mantenendo però uno schema chiaro e semplice: laddove c’è una società sana, una collettività garantita, dove c’è un pubblico efficiente e attento ai bisogni dei cittadini, può esserci una azione positiva del privato. Invertendo invece i fattori, dove il privato viene anteposto al pubblico, spesso gli interessi del primo, vanno a discapito del secondo".

"Ringrazio tutti coloro che stamane hanno partecipato all’importante iniziativa, sia per la loro presenza, sia per il loro impegno. La nostra Terra sembra in ginocchio, ma ha ancora forza, ha la volontà di ferro dei propri cittadini, e un territorio splendido. Se la politica saprà fare bene la propria parte, si potrà invertire la rotta" conclude Jan Casella, consigliere comunale di "Alassio Volta Pagina".

Comunicato stampa

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