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Attualità | 18 gennaio 2020, 17:30

Legge sui trasporti sanitari, il distretto socio-sanitario finalese fa quadrato intorno alle sue pubbliche assistenze

Ieri nella sala del consiglio del comune di Finale incontro tra sindaci, assistenze ed i rappresentanti di Anpas per chiarire le posizioni da tenere dopo l'ok della Commissione Regionale

Legge sui trasporti sanitari, il distretto socio-sanitario finalese fa quadrato intorno alle sue pubbliche assistenze

Salvare insieme ed aldilà dei colori politici le pubbliche assistenze da un bando di gara che, così come progettato allo stato attuale delle cose, rischierebbe di mettere in ginocchio il settore ligure (LEGGI QUI).

E' questo quanto emerso dall'incontro svoltosi ieri nel tardo pomeriggio a Finale nella sala consiliare alla presenza dei sindaci del Distretto Socio-Sanitario numero 5, da Noli a Borghetto Santo Spirito e relativo entroterra, dei rappresentanti di Anpas e delle locali società di volontariato sanitario.

Molte le perplessità con cui i presenti si sono avvicinati alla riunione, dovute all'unanimità con cui la Commissione ha approvato il disegno di legge dei trasporti sanitari nella nostra regione. Una posizione che ha spiazzato non solo chi in prima persona vede a rischio la propria attività, ma pure i sindaci: “Appreso a mezzo stampa dell'esito della Commissione mi sono trovato subito disorientato dalla condivisione trasversale dei gruppi politici e dalla soddisfazione delle associazioni di volontariato” ha affermato il sindaco di Borghetto, Giancarlo Canepa. 

Una sensazione condivisa da tutti i colleghi. A partire da chi, come Alessandro Comi di Calice Ligure, si è detto pronto a schierarsi a favore delle assistenze ma solo "se compatti e non contro i mulini a vento", fino a chi, come nel caso del nolese Lucio Fossati, voleva capire con precisione di cosa si stesse parlando.

A porsi alcune domande più specifiche è stato invece il sindaco di Borgio Verezzi Dacquino: “Si è valutata la qualità dei servizi? Quale sarà l'impatto sulla pubblica assistenza attuale? Quale sarà l'impatto sociale? E' stata fatta un'analisi che dica se si potrà avere un beneficio non solo andando dietro alle norme?”.

Dare le risposte a tutti i dubbi è toccato all'avvocato Noberasco, savonese e consigliere regionale di Anpas, il quale ha ribadito la posizione dell'associazione in merito alla legge, come già riportato da una nota della stessa (LEGGI QUI)

In cosa consiste dunque il disaccordo? E cosa ha portato all'appoggio trasversale della riforma? La risposta è semplice: ok ad una nuova legge che tuteli le pubbliche assistenze in osservanza alle normative europee, no ad un bando di gara come quello redatto da Alisa il quale "prima di aver posto le basi per una complessiva ridefinizione dei criteri di affidamento, rischia di compromettere la funzionalità dell’intero sistema e la sua sostenibilità economica".

A farsi portavoce ai nostri microfoni delle perplessità di tutte le realtà coinvolte nella discussione l'assessore finalese ai Servizi Sociali Clara Bricchetto: "Siamo stati sollecitati dalle nostre due Croci e dalla Consulta del Volontariato per chiarire ciò che sta accadendo a livello regionale. La presenza di tutti i sindaci del distretto era volta a prendere poi tutti insieme una decisione univoca a sostegno del lavoro importantissimo delle pubbliche assistenze sul territorio, in gran parte volontario ma per qualcuno anche professionale".

Prosegue la dottoressa Bricchetto, ieri in veste di presidentessa del Distretto finalese: "Ci è stato chiarito il quadro della questione, confuso dalle tante dichiarazioni dei giorni scorsi. Non riuscivamo a capire come Anpas, Cri e Cipas fossero d'accordo con la decisione presa dalla Seconda Commissione Regionale: l'accordo può esserci sul disegno legislativo, ma non certamente su una gara che, a quanto ci è stato detto, difficilmente rispetterà i termini di legge".

Il prossimo passo sarà dunque quello del confronto con le istituzioni coinvolte, come richiesto già in apertura di incontro dal sindaco Canepa, per delineare un futuro di serenità per un'importante fetta del mondo del volontariato: "Tutti insieme possiamo chiedere un incontro con la Regione Liguria ed il suo vicepresidente, nonchè assessore alla Sanità, Sonia Viale per avere ancor più chiarezza e sostenere sempre più quello che è il lavoro dei nostri volontari".

 

Un settore, quello del volontariato, fondamentale per la sanità regionale. In Liguria sono infatti 170 i presidi di ambulanze, i quali consentono un'importante capillarità del servizio con un tempo di intervento tra i più bassi in Italia. Un'ambulanza con 2 professionisti a bordo costa 700mila euro, rispetto ai 220mila di Piemonte e Lombardia. Costi coperti dai finanziamenti pubblici in una quantità assolutamente non sufficiente a mantenerne la qualità.

A sottolineare l'importanza del terzo settore il presidente della Consulta del Volontariato Emanuele Gerardi: "Tutte le pubbliche assistenze sono punti di aggregazione per i giovani, specialmente quelle dell'entroterra. Nelle sedi nascono importanti iniziative di solidarietà, i militi più giovani imparano da quelli più vecchi e vengono a conoscenza delle necessità delle persone anziane del paese. Il nostro intento è quello di inserire più giovani possibili per combattere contro due grandi piaghe della nostra società come la droga e l'alcool. Invece a volte si vogliono creare nuove soluzioni senza potenziare ciò che già esiste".

"L'importante è non darci mai per scontati - aggiunge poi il presidente della Croce Verde di Finalborgo, Claudio Massirio - ricordare che questo servizio non va depotenziato ma sostenuto".

Mattia Pastorino

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