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Attualità | 29 gennaio 2020, 12:52

"Autostrade Chiare" si costituisce in comitato: il 15 febbraio in piazza a Genova

Nato come gruppo Facebook vuole dire no all'attuale situazione critica delle autostrade liguri

"Autostrade Chiare" si costituisce in comitato: il 15 febbraio in piazza a Genova

Il gruppo Facebook Autostrade Chiare diventa ufficialmente un comitato. Ad annunciarlo è il creatore del neo comitato, l'ingegnere albisolese Luca Ternavasio, nato come gruppo sul noto social il 13 dicembre dopo gli ultimi fatti riscontrati sui tratti autostradali liguri a cominciare dalle interminabili code per via delle chiusure delle corsie a causa dei cantieri dell'A10 nel genovese, a Arenzano, Varazze e Albisola, il crollo del soffitto della galleria sull'A26 a Masone oltre naturalmente ai diversi incidenti e ai tragici fatti del crollo del ponte Morandi e del viadotto dell'A6 Torino-Savona.

Il gruppo in poco più di due mesi ha raggiunto al momento 60.300 membri e ha già annunciato che il prossimo sabato 15 febbraio si terrà una manifestazione a Genova in Largo Pertini.

"E’ un Comitato apartitico, formato solo dalla coscienza civica di ognuno di noi, la cui forza sta nel numero, e in quel poco che ognuno di noi può dare a suo sostegno. Cambiare le cose dal basso, lottando contro colossi per una giustizia che dovrebbe essere garantita, e stimolando quella classe politica che per quanto possiamo dire ci rappresenta, è la nostra missione, e per questo abbiamo bisogno di ognuno di voi. Ci crediamo profondamente, e stiamo vivendo in quest’ultimo mese un sogno il cui titolo è 'risveglio' " spiega il Comitato in una nota. 

"Sappiamo che esistono milioni di sfumature su come vedere le cose, leggiamo quotidianamente commenti che ci abbattono perché credono che tutto sia inutile o perché Dio solo lo sa, e commenti che invece ci danno la carica, perché in fondo ognuno di noi ha anche in un momento così buio, una piccola luce di speranza in fondo alla pancia. Ci hanno dato dei fessi, degli illusi, delle sardine, dei Pro-Benetton, ma tant’è che continuiamo a progettare cosa chiedere, come chiedere, a chi chiedere: continuiamo a sognare di poter cambiare qualcosa partendo dalla tastiera che sto battendo ora" concludono. 

Luciano Parodi

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