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Finalese | 13 febbraio 2020, 11:50

"Il potere dei senza potere": a Finalborgo la mostra sull'artista e politico Vaclav Havel

Ripercorriamo insieme le vicende del carismatico esponente della cultura cecoslovacca, nato nel 1936

"Il potere dei senza potere": a Finalborgo la mostra sull'artista e politico Vaclav Havel

E' finalmente pronto a tornare aperto al pubblico e ad ospitare un evento il Teatro Aycardi di Finalborgo, a quasi un anno di distanza dalla sua inaugurazione. Da sabato 15 a domenica 23 il piccolo gioiello ottocentesco sarà la casa della mostra "Il potere dei senza potere - Interrogatorio a distanza con Vaclav Havel".

Nato nel 1936 da una famiglia borghese, ragion per cui i suoi studi nell'allora Cecoslovacchia tenuta in scacco da uno dei più duri e repressivi regimi comunisti appoggiati dall'Unione Sovietica, riuscì a diplomarsi seguendo corsi serali e studiando drammaturgia per corrispondenza. Lavorando in un teatro di Praga riuscì a portarvi in scena le sue prime opere, sempre fortemente impegnate politicamente, tanto che le sue posizioni in linea con gli ideali della "Primavera di Praga", sfociate nella stesura del manifesto "Charta 77", gli costarono il carcere. Leader della pacifica "Rivoluzione di velluto" fino alla dissoluzione del regime nel proprio Paese, Havel fu l'ultimo presidente della Cecoslovacchia unita ed il primo presidente della nuova Repubblica Ceca dal 1993 al 2003. 

La travagliata storia della pubblicazione dell'opera da cui prende nome la mostra, curata dall'Associazione Cara Beltà, è altamente illustrativa per il ruolo e l'importanza che la vita tutta del "dissidente che diventò presidente" ha rivestito per tutta l'Europa, in quel processo che portò al punto di svolta tra i più cruciali in età moderna: la caduta del Muro di Berlino.

Confidare nella voce della coscienza più che nelle speculazioni astratte, non inventare una responsabilità diversa da quella che tale voce ci indica. E' questo l'insegnamento di Havel nel libro da cui prende nome la mostra curata dall'Associazione Cara Beltà. Concetti apprezzati dal sindaco Frascherelli, che ha poi sottolineato anche l'importanza dell'iniziativa in ambito culturale e turistico: "Ringrazio l'associazione che ha scelto Finalborgo per esporre la sua mostra permettendo alle persone di ammirare questo gioiello. La figura in questione è stata un grande del secolo scorso, ed il suo pensiero è molto attuale parlando del rapporto tra l'uomo ed il potere, non solo nei totalitarismi ma anche nelle democrazie moderne". 

L'importanza del personaggio però non si è limitata alla sola Repubblica Ceca. Dire Havel è dire anche Europa. Un concetto su cui si sofferma Paolo Desalvo, presidente di Cara Beltà, ribadendo la modernità del pensiero di Havel: "Con buona ragione penso possa essere considerato uno dei padri della Comunità Europea. E' un uomo di un Paese dell'Est che ha messo a tema la modernità, il rapporto tra l'uomo e la sua coscienza, tra l'uomo ed il potere. L'Europa oggi ha bisogno di persone così, di esempi, e di fatto nel manifesto abbiamo scritto 'da dissidente a presidente'. Tutto parte dall'Io, perchè è vero che un uomo che decide di vivere secondo la sua coscienza possa portare conseguenze sociali grandi per tutti. Mi pare che guardandomi intorno il problema sia questo: si parte sempre dai sistemi di pensiero, dalle ideologie, e mai dalla concezione che per cambiare un sistema nnon basta un nuovo Stato ma un soggetto nuovo”.

L'inaugurazione della mostra sarà sabato 15 alle ore 15 presso il Teatro delle Udienze di piazza del Tribunale, sempre in Finalborgo, con l'introduzione alla mostra del curatore Ubaldo Casotto e del professor Sante Maletta, docente di filosofia della politica presso l'Università di Bergamo. Si proseguirà poi con la visita alla mostra.

Giovedì 20 invece, presso l'Auditorium di Santa Caterina, il concerto rock "Sulle ali della libertà", ispirato alla vicenda che diede il via alle rivolte pacifiche di Charta 77, ossia l'arresto di una band rock in Cecoslovacchia nel 1977 perchè considerati dissidenti.

Sabato 18, sempre presso l'Auditorium, il dibattito sul tema della mostra in cui interverranno la scrittrice Annalia Guglielmi e l'altro curatore della mostra Francesco Magni. Chiusura alle ore 21 con il concerto curato dall'Accademia musicale del Finale.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19, ma sarà necessario, viste le norme di sicurezza alle quali è sottoposto il teatro, prenotare le visite ai numeri 340.586150 o 339.5626135 (orario 9.30-12 e 16-18).

Mattia Pastorino

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