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Sanità | 01 marzo 2020, 13:59

Coronavirus, sei liguri bloccati in hotel ad Abu Dhabi, dopo lo stop alla corsa ciclistica

Sono tre motociclisti, due addetti agli arrivi e un corridore: “Dovevamo ripartire oggi pomeriggio, ma non basta più l’autocertificazione, ora occorre il certificato medico firmato”. Sono risultati tutti negativi al tampone. Il Ministero degli Esteri sta seguendo la situazione

Coronavirus, sei liguri bloccati in hotel ad Abu Dhabi, dopo lo stop alla corsa ciclistica

“Siamo bloccati in hotel, non ci dicono nulla e non sappiamo se e quando potremo ripartire”. La voce, attraverso un messaggio di whatsapp, è concitata, e pure parecchio preoccupata. Arriva da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dove sei liguri sono tenuti al chiuso dentro la struttura, pur essendo risultati negativi al test del Coronavirus. Dovevano ripartire per l’Italia oggi pomeriggio, ma per il momento le autorità locali non hanno concesso il permesso.

Si tratta di tre motociclisti, due addetti agli arrivi e un corridore, tutti impegnati, nei giorni scorsi, nella competizione ciclistica UAE Tour, il giro degli Emirati Arabi che si tiene regolarmente in questo periodo tutti gli anni e che è inserito nel calendario delle competizioni professionistiche internazionali, per quanto riguarda le biciclette su strada.

Giovedì scorso, la kermesse è stata interrotta: “Un meccanico di una squadra - racconta uno dei liguri coinvolti e attualmente bloccati in hotel - è risultato positivo al tampone per il Coronavirus, così tutto si è fermato. Poi, però, la situazione è degenerata. Alcune squadre sono state fatte ripartire, dopo una certificazione delle autorità locali, mentre altre, in seguito a successive comunicazioni, sono rimaste qui. E restiamo in attesa di capire che cosa succederà”.

Il Ministero degli Esteri è stato informato della questione e sta seguendo il destino di questi connazionali. L’obiettivo, chiaramente, è quello di farli tornare in Italia, anche perché al momento non hanno alcun tipo di sintomo. “Pare che in più - spiega uno dei sei - ora serva anche un certificato medico, che dev’essere firmato da un professionista del posto”.

Le informazioni arrivano farraginose. Le persone bloccate sono tutte allo stesso piano del medesimo albergo. Ad andare a casa sarebbero state Israel Start-Up Nation e Team Jumbo-Visma, mentre le tre squadre ancora negli Emirati Arabi dovrebbero essere Cofidis, Gazprom-Rusvelo e Groupama-FDJ, oltre a una parte dello staff organizzativo, tra cui rientrano appunto i tre moticiclisti, che accompagnano la carovana durante le corse con i teleoperatori a bordo, e i due addetti agli arrivi. A restare bloccato sarebbe pure l’UAE Team Emirates, che tuttavia ha precisato come la decisione di restare in hotel sia volontaria e non legata ad alcuna positività.

È stata una nottata molto convulsa, quella appena trascorsa, con ambulanze a sirene spiegate e controlli a tappeto in tutto l’albergo. Ma al momento, oltre al meccanico contagiato, sarebbe confermato solo un secondo caso, mentre tutti gli altri sono risultati negativi. La situazione di allarme, però, ha spinto le autorità locali a innalzare il livello per consentire le ripartenze verso i rispettivi stati. Ecco perché c’è stato chi è riuscito ad andare via, nel momento in cui bastava la sola autocertificazione, e chi no, da quando cioè è stato imposto il certificato medico. Che chissà se e quando arriverà. I sei liguri attendono con ansia, chiusi nelle loro camere.

Alberto Bruzzone

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