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Sanità | 01 marzo 2020, 11:07

“Rammendo invisibile”, vale anche per i denti…

”Non so se qualcuno lo faccia ancora, anche perché credo si tratti di un’operazione che richiede abilità non comuni ed è destinata ad abiti di un certo valore, mentre oggi siamo nell’epoca dell’”usa e getta” per cui un vestito strappato “vola” facilmente verso la pattumiera, in barba a tanti discorsi su riciclo e sostenibilità.

“Rammendo invisibile”, vale anche per i denti…

Cari lettori di Savona News, quando facevo l’università a Genova, nel sottopassaggio di fronte alla stazione Principe c’era una vetrina dove si mostrava come era possibile riparare perfettamente un tessuto strappato con l’arte del “rammendo invisibile”. Non so se qualcuno lo faccia ancora, anche perché credo si tratti di un’operazione che richiede abilità non comuni ed è destinata ad abiti di un certo valore, mentre oggi siamo nell’epoca dell’”usa e getta” per cui un vestito strappato “vola” facilmente verso la pattumiera, in barba a tanti discorsi su riciclo e sostenibilità.

Mi è venuto in mente questo argomento dopo aver curato un ragazzino che, giocando a beach volley, è caduto contro il palo della rete danneggiandosi gli incisivi superiori. Con un po’ di pazienza (mia e sua) e gli opportuni materiali sono riuscito a ricreare una anatomia e colorazione tale da riuscire a nascondere il danno, con grande soddisfazione del ragazzino e della sua mamma.

Si tratta di una procedura non “da fantascienza”, ma che richiede una buona manualità ed una ottima conoscenza dell’anatomia e delle caratteristiche meccaniche ed ottiche del materiale utilizzato, altrimenti il “rattoppo” risulterà evidente… soprattutto sui denti frontali.

Se mai dovesse capitarvi un incidente di questo tipo sappiate quindi che c’è rimedio, ma che seguendo alcune semplici regole, sarà ancora più facile ottenere un buon risultato:

  • Se un dente viene perso oppure si frattura cercate subito i frammenti (guardate per terra ma anche in bocca all’infortunato) perché il dentista potrà “riattaccarlo”
  • Conservate il dente o i frammenti in soluzione fisiologica (oppure latte, se non avete di meglio)
  • Cercate immediatamente il vostro dentista (soprattutto in caso di “dente estratto”: questa è l’unica “vera” emergenza perché la tempestività è essenziale per il risultato a lungo termine)
  • Non mettete il vostro dentista “sotto pressione” mentre lavora ma consentitegli di operare al meglio, utilizzando tutti gli strumenti necessari (in primis la diga di gomma, essenziale per un ottimo “reincollaggio”). È vero che dopo un trauma non è piacevole sottoporsi a terapie “noiose” ma un po’ di pazienza da parte vostra verrà sicuramente premiata dal risultato.
  • Ricordate che a molti incidenti c’è rimedio, ma che prevenirli è meglio, per cui se praticate attività “a rischio traumi”, l’utilizzo di un apposito paradenti potrebbe fare al caso vostro.
  • Non dimenticate i controlli periodici: un dente sano (o ben curato) è più resistente ai traumi di uno cariato…

Se avete domande su argomenti che non trovate sul mio sito www.attiliovenerucci.it , potete scrivermi a: dottore@attiliovenerucci.it

Buona Domenica!

Dr. Attilio Venerucci

Prof. A contratto c/o

Master in Laser Dentistry

Università degli Studi di Genova

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