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Curiosità | 18 marzo 2020, 10:39

Il Coronavirus ferma i sì, in molti hanno preferito rinviare il lieto evento: vademecum della CEI per battesimi e confessioni

Messe a "porte chiuse", con il suggerimento nelle sagrestie di curare con attenzione “l’igiene ambientale e la conservazione delle ostie e del vino destinati alla consacrazione”

Il Coronavirus ferma i sì, in molti hanno preferito rinviare il lieto evento: vademecum della CEI per battesimi e confessioni

Il Coronavirus ferma la voglia di dirsi sì. Da lunedì 9 marzo i matrimoni sono “blindati” - oltre allo sposo e alla sposa sono ammessi solo i testimoni, con obbligo per tutti di mantenersi ad un metro di distanza - è così in molti hanno preferito rinviare il lieto evento.

L’invito in generale, come per gli spostamenti, è comunque di posticiparli. Resta attivo lo sportello per eventuali emergenza, per chi avesse assolutamente bisogno di convolare a nozze, ma al momento nessuno ha aderito a questa possibilità.

Dal punto di vista religioso oggi la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso nelle diocesi un elenco di misure, per la celebrazione dei sacramenti ai tempi dell’emergenza Covid-19.

Le messe si svolgono “a porte chiuse”, senza la presenza di fedeli, ma il suggerimento nelle sagrestie è di curare con attenzione “l’igiene ambientale e la conservazione delle ostie e del vino destinati alla consacrazione”. Chi celebra la messa è invitato a dotarsi di un “dispenser di sapone liquido o di soluzione alcoolica e degli asciugamani di carta monouso per la detergenza delle mani”.  

I battesimi devono essere rinviati. Se non fosse possibile la CEI invita il sacerdote a mantenere un’opportuna distanza “dal battezzando e dai genitori e padrini”. Per l’unzione con l’olio ed il sacro crisma, “il ministro indossi guanti monouso”.

Per la confessione consigliata la distanza di un metro dal penitente, chiedendo ad eventuali presenti di allontanarsi “per garantire la dovuta riservatezza”: il prete deve indossare poi la mascherina e non toccare le mani dei fedeli. Provvedimenti questi ultimi da adottare anche per l’estrema unzione ed in caso di visita a malati o morenti. Il sacerdote, prima di uscire dalla loro abitazione, deve poi lavarsi le mani con sapone o gel disinfettante, per poi asciugarsele con asciugamani monouso.

Cinzia Gatti

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