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Al direttore | 28 marzo 2020, 09:16

Essere guardie giurate al tempo del Covid-19: "Tra coloro in prima linea ci siamo anche noi. Ricordiamolo"

La lettera ci giunge da una GPG che ricorda quanto la categoria sia continuamente esposta a pericoli, non ultimo il Coronavirus

Essere guardie giurate al tempo del Covid-19: "Tra coloro in prima linea ci siamo anche noi. Ricordiamolo"

"La nostra categoria, così snobbata e ricordata solo quando succede qualche disgrazia, sta continuando ad operare anche in questo periodo per garantire le attività di porti, aeroporti, trasporto di valori per uffici postali, banche e  bancomat, per i controlli dei tir in accesso ai porti per far arrivare i generi di prima necessità, a fare i servizi di ronda per mantenere la sicurezza dei beni di chi deve stare a casa.

Ma a noi, i vigilantes, così come veniamo chiamati quasi in modo dispregiativo, nessuno si spreca con due parole di ringraziamento.

E' vero, siamo solo operai con una pistola e non forze dell'ordine, ma tra tutti coloro che sono in prima linea ci siamo anche noi. Ad esempio, parlando dei ringraziamenti per le navi da crociera Costa, i primi arrivati a controllare e piantonare le navi sono le GPG che hanno ricevuto ordine di continuare il proprio lavoro, con dignità e orgoglio, con solo una mascherina, a volte anche di qualità scadente, e un paio di guanti che solo a vederli ti viene da piangere.

Quindi ogni tanto ricordate che noi guardie giurate non siamo solo quelli del supermercato a chiudere una busta o fare un giro al caldo a controllare il taccheggio, ma siamo tutti quelli che per far vivere tranquilli chi si affida ai nostri servizi diamo il massimo del nostro impegno sotto acqua, sole, vento e adesso anche il Covid-19".

Lettera firmata

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