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Al direttore | 28 marzo 2020, 08:10

Una studentessa scrive alla ministra Azzolina: "Noi giovani, protagonisti del domani messi un po' in disparte"

A parlare è una giovane savonese secondo cui meglio cancellare gli esami di maturità, per l'anno corrente, e valutare gli studenti per il percorso nei cinque anni

Una studentessa scrive alla ministra Azzolina: "Noi giovani, protagonisti del domani messi un po' in disparte"

Gentilissima Ministra Azzolina, sono Francesca e frequento il liceo delle scienze umane di Savona, e come mi hanno insegnato in questi 5 anni il ruolo della scuola non è solo quello di trasmettere conoscenze, ma anche innescare una crescita personale e umana dello studente.

Per fare questo è necessario, come dicevano grandi pedagogisti, come Maria Montessori, Claparede e Dewey, tenere in considerazione, nell’atto educativo, i bisogni degli alunni. Oggi, forse più che mai, i bisogni degli studenti sono chiari, palesi, poiché espressi da loro stessi, soprattutto dai maturandi che non riescono a preparare un esame di stato da autodidatti in una situazione cosi difficile; non potendo uscire di casa per vedere gli amici, prendersi del tempo libero dallo studio per rilassarsi e prendersi cura della propria salute mentale, sono stanchi, stressati e soprattutto impauriti.

Non riusciamo a fare tutto da soli, anche se lei sostiene il contrario, la scuola si è fermata. Io sto facendo lezione con due professori su otto, e questo non è il giusto percorso per arrivare al fantomatico esame con un minimo di serenità. Ovviamente non è né colpa sua né dei professori, ma spero possa rendersi conto che affrontare un esame serio è al momento impossibile.

Non suggerisco che si debba seguire il modello olandese o inglese, soluzione più rapida, ma è forse giunto il momento di rendersi conte che forse non cambia nulla se non facciamo l’esame di maturità e veniamo valutati attraverso il nostro percorso scolastico dei 5 anni.

Mi dispiace ammetterlo ma il sistema scolastico italiano non funziona, si da troppa importanza alle conoscenze e non alla crescita umana e personale. Non possiamo lamentarci se siamo razzisti, xenofobi e misogini, se fondiamo il sistema educativo solo sulla conoscenza fredda, sul cervello e non sul cuore.

Preferisco essere una bella persona magari non estremamente colta, che una persona arida ma ricca di conoscenze, anche perché non sono solo i colti, che mandano avanti il mondo, ma coloro che sanno ragionare, pensare fuori dagli schemi, i geni. Non si possono educare i geni, ma belle persone con dei buoni valori si.

La invito ad ascoltare le richieste degli studenti, in quanto sono i protagonisti della scuola ed i protagonisti del domani che ultimamente sono messi un po' in disparte. 

Lettera firmata

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