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Attualità | 29 marzo 2020, 07:41

Il Viminale alla CEI: "In Chiesa solo se si è già fuori per altre necessità"

Si può andare in chiesa solo quando si è già fuori casa per necessità, non col solo proposito di andare a pregare

Il Viminale alla CEI: "In Chiesa solo se si è già fuori per altre necessità"

Il divieto di partecipare alle funzioni religiose, conseguenza delle norme imposte dal Governo in materia di contenimento del Coronavirus, è stato fin da subito oggetto da parte dei fedeli di alcune critiche.

E mentre molte sono le parrocchie attivatesi per trasmettere in diretta streaming principalmente la Santa Messa della domenica, la CEI ha posto alcuni quesiti a tal proposito al Ministero dell'Interno.

Ebbene, la risposta è giunta in una nota esplicativa: si può andare in chiesa a pregare se e quando si sta già circolando per altri motivi legittimi, ovvero se si sta andando a fare la spesa, in farmacia, se si torna o ci si sta recando al lavoro oppure se si sta facendo legittima attività motoria.

Anche in questo caso le misure da tenere per i fedeli sono le solite di buon comportamento in questo momento, cioè mantenere la distanza di almeno un metro ed evitando assembramenti.

Regole valide anche per chi presta servizio liturgico per le celebrazioni private (cioè senza concorso di popolo). Costoro possono legittimamente andare in chiesa, purché in numero ristretto, e nell'autocertificazione dovrà indicare la voce "comprovate esigenze lavorative".

Le Sante Messe con partecipazione di popolo restano quindi proibite, in quanto non rispetterebbero quest'ultimo parametro. Restano invece consentiti i matrimoni, ma solo alla stretta presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni.

Redazione

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