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Attualità | 01 aprile 2020, 13:59

Taglialegna, i sindaci savonesi uniti: "Deve essere inserita tra le attività essenziali"

"La sospensione protratta porterebbe ricadute negative sia dirette che indirette sotto il profilo economico, ma anche in quello ambientale con riferimento alle aree di lavorazione ed intervento"

Taglialegna, i sindaci savonesi uniti: "Deve essere inserita tra le attività essenziali"

I sindaci del savonese si schierano a supporto della categoria dei taglialegna, chiedendo che in questo periodo di emergenza sanitaria legata al Coronavirus venga inserita tra le attività essenziali. 

L'iniziativa partita dal sindaco di Calizzano Pierangelo Olivieri, ha visto il coinvolgimento prima delle amministrazioni comunali della Val Bormida, poi dell'entroterra savonese fino ad essere condivisa da tutti i sindaci della Provincia, compreso quello della città capoluogo. 

L'appello è stato indirizzato al Governo, al Prefetto di Savona, ai carabinieri forestali e alla Regione: "Nella complessità del periodo, c'è stata segnata da diversi esponenti del settore la questione e le problematiche conseguenti alla non previsione della loro attività tra quelle consentite dalla disciplina emergenziale e dalle disposizioni di restrizione. Con riferimento alla classificazione formale di riferimento, si tratta in particolare di: ATECO 02 “silvicoltura ed utilizzo di aree forestali” (compresa la produzione di legna da ardere 02.20.00); ATECO 16 “fabbricazione di prodotti in legno” (compresa la conservazione, taglio e essiccazione del legname); ATECO 46.12.02 “commercio di combustibili solidi” (legna da ardere)" spiegano in una nota i sindaci. 

"Il settore silvocolturale rappresenta un importante ambito di lavoro e produzione, per numero di aziende (per la pressoché totalità in forma di imprese individuali e piccole) e soggetti coinvolti ed interessati sia direttamente, sia indirettamente. Parte di una filiera che interessa come fruitori finali i singoli privati e i settori sia commerciali, sia produttivi (agricoli, artigianali, edili e industriali)". 

"Questo settore e le relative attività sono sottoposte sia naturalmente che per previsioni normative a stagionalità e a ciclo produttivo continuo (accesso al bosco per il taglio in determinati periodi in base alle tipologie forestali, nonché in base alle situazioni meteorologiche, lavorazione e stagionatura, richieste specifiche dei fruitori finali in determinati periodi dell’anno)" proseguono. 

"Le attività forestali, per motivi di sicurezza sul lavoro e per la loro stessa natura, sono svolte da maestranze che operano in un vasto ambiente aperto e largamente distanziate tra loro, in modo tale da garantire automaticamente tutte le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica in atto". 

"La sospensione protratta di questo comporto porterebbe ricadute negative sia dirette che indirette sotto il profilo economico, ma anche in quello ambientale con riferimento alle aree di lavorazione ed intervento. Il nostro territorio è interessato da molti interventi forestali che in questa fase dell’anno si trovano nella fase conclusiva di abbattimento ed esbosco. Ossia raccolta e trasporto fuori dalla superficie boschiva di materiale legnoso, cui fa seguito la raccolta della ramaglia. La permanenza a terra dei quali in fase di essiccazione porterebbe ad aumentare il rischio di incendio nei periodo estivi più soggetti" concludono i sindaci savonesi. 

Graziano De Valle

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