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Attualità | 08 aprile 2020, 15:46

Crollo del ponte ad Albiano Magra, Legambiente: “Per la ripartenza del Paese serve un piano per la messa in sicurezza del territorio”

Ferruzza e Grammatico: "E' fondamentale che vengano realizzati monitoraggi e controlli capillari per tutelare la rete nazionale dei viadotti"

Crollo del ponte ad Albiano Magra, Legambiente: “Per la ripartenza del Paese serve un piano per la messa in sicurezza del territorio”

“Dopo quello di Genova crolla l'ennesimo ponte in Italia - dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani - e questa volta in piena emergenza coronavirus: le immagini di quello ad Albiano Magra sono davvero impressionanti e mostrano ancora una volta un'Italia fragile anche dal punto di vista infrastrutturale; in quest'ultima settimana si sta parlando molto e giustamente dell’exit strategy dall’emergenza sanitaria che il Paese dovrà mettere in campo per ripartire a livello economico ed occupazionale. Ebbene la messa in sicurezza delle infrastrutture e del territorio dev’essere una priorità che il governo deve mettere al centro della sua agenda politica, non sono ammessi più ritardi; si usi calcestruzzo e tondini per tutelare la rete nazionale dei viadotti e non per realizzare nuove autostrade o pedemontane. La ripartenza dell'Italia deve iniziare in primis dal suo territorio proteggendo al tempo stesso la vita delle persone, garantendo l'occupazione, puntando su semplificazioni e controlli e non su deregulation e far west”.

“L’insegnamento del ponte Morandi – aggiungono Fausto Ferruzza e Santo Grammatico, presidenti di Legambiente Toscana e Liguria – non è servito evidentemente a nulla, quello crollato oggi era sotto osservazione: stiamo parlando di un nodo cruciale nell’ambito degli spostamenti e dei trasporti e di un tratto strategico che collega la Toscana alla Liguria; senza contare che il ponte si trova in un contesto già critico per il dissesto idrogeologico, e peraltro in una zona sismica. Per fortuna il lockdown e l'isolamento forzato delle persone nelle proprie abitazioni ha evitato il verificarsi di una strage, ma è fondamentale che vengano realizzati monitoraggi e controlli capillari su tutto il territorio nazionale”.

Massimo Bondì

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