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Agricoltura | 10 aprile 2020, 15:52

Confagricoltura Liguria plaude all'operato della giunta regionale per la richiesta dello stato di calamità

“La comunicazione potrà avvenire attraverso un modulo - spiega De Michelis di Confagricoltura – che abbiamo suggerito a Regione e che siamo sicuri sarà assolutamente semplificato ed utile agli scopi di cui sopra”

Confagricoltura Liguria plaude all'operato della giunta regionale per la richiesta dello stato di calamità

Dichiarato lo stato di calamità per il settore della floricoltura e individuate le modalità per smaltire l’invenduto senza costi per le aziende. 

Ad annunciarlo l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai.

“Abbiamo approvato lo stato di calamità per le aziende florovivaistiche e chiesto conseguentemente l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, che per vie brevi avevo già chiesto al ministro Teresa Bellanova, in modo da fornire un ristoro immediato a un settore che è in ginocchio. Stiamo parlando di più di 4000 aziende – spiega l’assessore Mai -. I floricoltori liguri hanno visto ridotti drasticamente gli ordini che in alcuni casi si sono azzerati. Oggi si trovano con l’intera produzione di un anno da buttare. I danni sono enormi. Per questo motivo inizieremo immediatamente a fare il calcolo per capire a quanto ammontano, ma da una prima stima delle associazioni si sta parlando di circa 200 milioni di euro”.

Il Presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis, plaude al lavoro dell’Assessore e dell’intera Giunta che “ha anche chiesto al Ministro di attuare tutte le agevolazioni economiche possibili, compresa l'istituzione di un fondo straordinario con non meno di 1 miliardo di euro, ribadendo la necessità di chiedere all’Unione europea l’attivazione del Fondo di solidarietà europeo”. 


Il presidente di Confagricoltura Liguria sottolinea anche la positività delle indicazioni emanate dalla Giunta in merito allo smaltimento dell’invenduto.

Come detto, la quantità di piante, fiori e reciso invenduta è enorme. Non possiamo pensare che le aziende floricole subiscano un doppio danno: perdere la loro merce e pagare per smaltire l’invenduto. Per questo motivo ho previsto che tutto il materiale sia depositabile gratuitamente in apposite aree di stoccaggio pubbliche o private. Ogni passaggio sarà gestito nel rispetto delle norme ambientali. 

Confagricoltura Liguria, da subito attiva per trovare una soluzione per lo smaltimento, che consenta anche ai produttori di “certificare” per i ristori economici futuri le quantità di invenduto, e conseguentemente, di fatturato “perso”, ha sottolineato con positività “che i nostri suggerimenti sono stati di aiuto per il lavoro degli uffici regionali, in un momento in cui la confusione operativa regna sovrana". 

“Nei giorni scorsi – ha proseguito il presidente ligure di Confagricoltura – avevamo ricevuto lamentele da aziende che ci chiedevano come mai non dessimo ancora indicazioni precise. Ci stavamo lavorando, come sempre, al servizio di tutti ed in supporto alla Regione!”. 

Bene in ultimo sia il tavolo permanente indetto dall’Assessore Mai, che gli abbruciamenti di prodotto al fine di ottenere materiale concimante o ammendante. 

Per tutte le aziende che si troveranno costrette alla distruzione del loro invenduto, sarà necessario indicare nel dettaglio le fattispecie e il numero di piante. “La comunicazione potrà avvenire attraverso un modulo - che continua De Michelis – abbiamo suggerito a Regione e che siamo sicuri sarà assolutamente semplificato ed utile agli scopi di cui sopra”.

È stato inoltre approvato dalla Giunta regionale, in attesa di essere ratificato in Consiglio regionale, il provvedimento che istituisce un fondo da un milione di euro finalizzato alla concessione di contributi mirati al superamento del periodo di crisi e al riavvio e rilancio delle attività agricole e ittiche

Comunicato stampa

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