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Al direttore | 20 aprile 2020, 07:47

"Covid-19: il dramma, la speranza e il dilemma della ripresa"

Lettera al direttore di Ezio Alpino, presidente Associazione “U.S. Letimbro A.S.D.” Savona Santuario

"Covid-19: il dramma, la speranza e il dilemma della ripresa"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera arrivata alla nostra redazione: 

"Continua il percorso e la nostra convivenza con la pandemia prodotta dal Coronavirus, stiamo chiusi nelle nostre case in attesa dei risultati giornalieri relativi all'andamento del virus. La situazione, nonostante alcuni miglioramenti, rimane ancora molto preoccupante in particolare nelle Regioni più esposte, la Lombardia e ora il Piemonte, con la nostra Regione Liguria in mezzo a  una curva ancora non stabile".

"Siamo arrivati a circa 123000 decessi in tutto il nostro Paese, un numero enorme se ci pensiamo bene in questa emergenza per non parlare dei contagi. Certamente è positivo guardare con speranza al numero dei guariti in crescita grazie al lavoro incessante in tutte le strutture del personale sanitario (Medici, infermieri, ausiliari, addetti al Pronto Soccorso) di cui non ci dobbiamo dimenticare per davvero quando tutto sarà finito. Non sono solo eroi ma persone e nel lavoro massacrante molti di loro hanno anche, purtroppo, perso la vita. Troppi tra medici, infermieri e farmacisti". 

"In questo scenario è emerso in questi giorni, in tutta la sua durezza, il dramma dei nostri anziani ospitati nelle case di riposo in tutta Italia. Sapere delle migliaia di persone venute a mancare fa rabbrividire ma fa ancora più rabbia essere a conoscenza delle gravi inadempienze che hanno prodotto questa strage in molte RSA. In primis il “Trivulzio” di Milano con le omissioni, le cose non dette, le carenze organizzative, le coperture di un sistema che ha prodotto, da quanto apprendiamo dagli organi di informazione, le indagini della Magistratura per epidemia colposa e omicidio colposo. Indagini che stanno toccando altre strutture del nostro Paese ma che fanno emergere un dato : anche nella emergenza che stiamo vivendo sulla nostra pelle sta venendo fuori uno scandalo tutto italiano in qui si è giocato sulla pelle della parte oggi più fragile della nostra società, la generazione che ha dato un contributo decisivo alla crescita del nostro Paese". 

"Per non parlare degli operatori delle RSA lasciati in molti al loro destino, con scarse protezioni e sul fatto che nelle case di riposo sono partiti in forte ritardo i tamponi e gli esami sierologici. Mi auguro che per queste situazioni emerse, su cui dovrà fare piena luce la Magistratura nelle prossime settimane, i responsabili paghino duramente perchè in un paese civile questo è inaccettabile. Ora, rispetto allo scenario con cui ci misuriamo ogni giorno ed è, ne sono convinto, oggetto delle  discussioni anche all'interno delle nostre famiglie, vorrei farvi partecipi di una mia riflessione sulla possibile ripartenza, la Fase 2, tanto sbandierata ma ancora lontana da avere un solido contenuto". 

"Nei prossimi giorni il Governo dovrebbe varare un ulteriore Decreto molto corposo per il sostegno alla nostra economia, alle famiglie, alle Imprese e a tutti i soggetti colpiti nelle loro attività dalla pandemia (sarebbe utile un intervento deciso anche dell'Europa se ci fosse un minimo di unità). Contestualmente è stata varata a livello nazionale una Task Force che sta studiando le condizioni per la graduale ripartenza delle varie attività oggi ferme".

"Prima questione : oggi questa struttura, già corposa, a mio modesto parere deve rimanere unica per mettere in campo tutte le misure per la ripresa accompagnate dai Protocolli di sicurezza già in essere ma da aggiornare secondo gli studi di fattibilità da effettuarsi e rispetto alle condizioni di rischio). Altre strutture che si stanno creando a livello Regionale, in primis in Liguria, non hanno ragione di essere perchè creano solo confusione in una materia già molto complessa e figlie delle spinte di alcune categorie, che certamente vogliono mettersi in movimento e ripartire, non tenendo conto di una situazione ancora molto delicata sul fronte del virus". 

"Seconda questione: a mio parere bisogna dire che sull'epidemia decidono gli scienziati e il compito della politica è quello di applicare ogni decisione in modo equilibrato per la ripartenza. Riprendere la nostra vita e le nostre attività lo vogliamo tutti ma fare ripartire il Paese deve avere un fondamento, non si tratterà in alcun modo ripristinare quello che c'era prima ma definire un modello di società totalmente nuovo di cui pochi parlano ma che nelle piccole cose sarà alla base del nostro futuro. Le attività che potranno ripartire, dal piccolo negozio alla grande Azienda e in tutti i posti di lavoro, nessuno escluso, si dovranno applicare dei rigidi Protocolli di sicurezza che ho studiato in questi giorni, essendo parte anche del mio lavoro, a cui tutti dovranno attenersi (distanziamento sociale, pulizia e sanificazione degli ambienti, controlli delle temperature corporee, igiene personale, utilizzo ferreo dei Dispositivi di protezione individuale, spazi comuni con accessi contingentati, rimodulazione degli orari di lavoro per dirne solo alcuni). Quindi siamo di fronte a una nuova organizzazione del lavoro in quanto tale e non ultimo la riorganizzazione di tutti i sistemi di trasporto pubblico per non creare assembramenti".

"Il dilemma della ripartenza apre uno scenario tutto nuovo a cui dovremmo abituarci con serietà. Ultima considerazione su cui vorrei riflettere: Si discute molto della ripresa dello sport, in particolare il calcio. A mio modesto parere il grande calcio (Seria A) dovrebbe chiudere la stagione in modo definitivo e pensare a come organizzare la prossima che già non sarà semplice come d'altronde già hanno fatto altre discipline sportive. Come si può pensare di disputare partite ( anche in stadi vuoti) dove si movimentano centinaia di persone in questa situazione ancora di forte emergenza? Sarebbe da irresponsabili. Ma in questo mondo dove girano miliardi su miliardi è drammaticamente facile che non cambi nulla e tutto proceda come se nulla fosse accaduto perchè poi a vincere saranno gli appetiti delle grandi Società alla faccia di un dramma che tutti stiamo vivendo". 

"L'ultima analisi riguarda il Calcio dilettantistico che ci tocca anche da vicino nella nostra zona. Spero che la Lega Nazionale Dilettanti decida a breve per una chiusura definitiva della attuale stagione perchè a mio avviso non ci sono le condizioni per applicare i Protocolli di sicurezza previsti per un ritorno in campo, per i costi che questi comportano e per i rischi a cui andrebbero incontro i nostri ragazzi". 

"Ragioniamo invece di come potrà essere la prossima stagione e di quanti riusciranno a rimanere in corsa, credo pochi, visto che questa pandemia taglierà tutti in termini di risorse per il futuro. Sempre che non intervenga un fondo ad hoc, magari finanziato dalle Società di Serie A, pena la fine del nostro Calcio Dilettantistico. Il virus resterà ancora tra noi per molto tempo, sempre in agguato ma il tutto dipenderà da come sapremo modulare i nostri comportamenti. Forza che ce la faremo. Ribadisco che queste sono mie considerazioni personali su cui invito tutti a riflettere". 

Ezio Alpino, presidente Associazione “U.S. Letimbro A.S.D.” Savona Santuario. 

Lettera firmata

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