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Cronaca | 27 aprile 2020, 20:00

Coronavirus, Toti: "Il Governo dia autonomia alla Liguria per la Fase 2. Non si può trattare il Paese in modo uguale"

Lo ha dichiarato il governatore nella conferenza stampa serale sui dati dell'emergenza sanitaria. Sull'ordinanza emanata in anticipo: "È pienamente legittima, ma non è un 'liberi tutti'"

Coronavirus, Toti: "Il Governo dia autonomia alla Liguria per la Fase 2. Non si può trattare il Paese in modo uguale"

"La curva continua a calare, con i suoi alti e bassi, ma c'è una lenta e progressiva discesa. Il trend è univoco". Così il presidente della Giunta regionale ligure, Giovanni Toti, durante la consueta conferenza stampa serale, insieme all'assessore alla Sanità Sonia Viale e al sindaco di Genova Marco Bucci, in cui è stato fatto il punto sui dati odierni dell'emergenza dovuta al contagio da coronavirus.

Ad oggi i positivi al Covid-19 in Liguria sono 5084 persone, 96 in più di ieri. Da ieri sono decedute 14 persone in più che portano così il numero dei morti che dall'inizio dell'emergenza sanitaria sono 1126 Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e Ministero, rispetto a ieri, sono 813 i positivi nella Asl 2 savonese, al terzo posto su scala regionale. Al vertice c'è Genova, con 2995 casi e poi  la provincia di Imperia con 913 casi e infine La Spezia con 358 casi. Tornano a crescere gli ospedalizzati. In Liguria oggi sono 6 in più, 837 in totale di cui 83 in terapia intensiva. Diminuiscono i pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie della ASL 2 savonese, 2 in meno nelle ultime 24 ore, arrivando a complessivi 126 ospedalizzati, di cui 9 in terapia intensiva.. Aumentano le persone in isolamento domiciliare, 76 in più rispetto a sabato, per un totale di 2743. I clinicamente guariti (asintomatici positivi e domicilio) sono 1504, 14 in più di ieri, così come anche i guariti con 2 test consecutivi negativi, 1430, ovvero 26 in più nelle ultime 24 ore. Le persone in sorveglianza attiva sono 1934.

Il governatore ha anche ribadito la legittimità e l'efficienza dell'ordinanza a sua firma in cui vengono autorizzate, in anticipo rispetto al decreto del Governo, la ripresa di alcune attività. "L'ordinanza di ieri è un timido passo per il ritorno alla normalità, ma non è un 'liberi tutti". Passiamo dall'epoca dei divieti assoluti alla capacità di osservare le regole per tornare ad una vita normale, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica. Questa ordinanza è pienamente legittima, sottolinea con forza il governatore, se qualche sindaco vuole continuare con le misure restrittive può farlo, ma la Liguria chiede autonomia. Abbiamo oggi una misura di buon senso così come hanno fatto in Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. Non c'è niente di politico, ma si tratta di ordinare una fase graduale attraverso rigorose regole". Toti poi, continua a chiedere al Governo "maggiore autonomia alla Regione per il transito alla 'fase 2'. Su libertà di impresa e altre materie continueremo a chiedere di applicare una via ligure alla ripresa. Non si può trattare il paese in modo uguale, è ingiusto". 

L'assessore Viale ha comunicato che la Regione sta studiano la "riapertura progressiva delle attività di elezione, sospesa nel picco dell'emergenza, perchè è strettamente collegata alla vita delle persone. Dalla prossima settimana avremo un quadro più chiaro". Per l'assessore Viale infine, occorre maggiore attenzione da parte del Governo verso le famiglie: "bisogna dare più risorse a chi è in difficoltà". 

Faremo ogni sforzo per individuare ulteriori fondi, che saranno erogati seguendo la graduatoria predisposta da Filse ma è necessario che il governo incrementi il fondo sociale legato all’emergenza e destinato alle Regioni per poter per riuscire a soddisfare tutte le richieste ricevute”. Così la vicepresidente e assessore alle Politiche sociali ha fatto sapere, attraverso una nota stampa giunta dopo la conferenza, in merito al bando Covid finalizzato a riconoscere un contributo straordinario alle famiglie per l’accudimento dei figli durante il periodo di sospensione dell’attività scolastica a causa dell’emergenza coronavirus. Il voucher, una tantum, è di 500 euro per i nuclei famigliari con un Isee fino a 20mila euro oppure da 300 euro per le famiglie con Isee tra 20mila e 50mila euro. Le domande pervenute nei 30 giorni di apertura del bando sono state circa 15mila. È previsto che i bonus siano erogati fino ad esaurimento delle risorse disponibili, scorrendo la graduatoria predisposta da Filse.

Su questo bando – prosegue Viale - abbiamo dirottato a più riprese risorse del sociale fino a oltre 1 milione e 800mila euro complessivi: nell’immediato potremo rispondere a circa 3.800 famiglie a partire, ovviamente, da quelle con Isee più basso e quindi in maggiore difficoltà economica. Per le rimanenti, faremo ogni sforzo possibile”.

In questa situazione di emergenza – aggiunge la vicepresidente Viale - ci siamo rimboccati le maniche senza aspettare soldi dallo Stato, evitando procedure farraginose come quelle legate ad esempio al ‘click day’ dell’Inps. Grazie a questo, Filse ha già processato tutte le domande e sta procedendo con le verifiche necessarie prima liquidare gli importi: in alcuni casi, infatti, non è stato trasmesso l’Isee, in altri manca una parte della documentazione richiesta. È evidente che mano a mano che procederemo, scorrendo la graduatoria, riusciremo a rispondere ad un numero sempre maggiore di domande, soprattutto una volta esaurite quelle relative al bonus da 500 euro”.

La vicepresidente Viale ricorda inoltre che è aperto fino a giovedì 30 aprile anche il bando finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo legato anche alla disabilità. In particolare, 3,5 milioni di euro sono destinati alle famiglie con studenti disabili a carico, la cui frequentazione ai servizi scolastici e formativi è stata sospesa per l’emergenza Covid-19. In particolare, 3 milioni di euro serviranno per l’erogazione di voucher per l’acquisto di servizi di assistenza educativa domiciliare (o l’assunzione diretta di personale) per servizi scolastici e formativi e semiresidenziali sociosanitari sospesi mentre 500mila euro sono destinati all’acquisto di attrezzature informatiche che consentano il collegamento tra le famiglie e gli operatori dei centri semiresidenziali chiusi.

redazione

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