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Politica | 27 aprile 2020, 12:20

Coronavirus, il Movimento 5 Stelle condanna l'ordinanza regionale: "Servono procedure comuni: no a fughe in avanti"

Dai consiglieri regionali Tosi e Melis fino al deputato Battelli unanime il disaccordo verso il governo regionale: "Gufi? Realisti e preoccupati. Questa è la fase più delicata"

Coronavirus, il Movimento 5 Stelle condanna l'ordinanza regionale: "Servono procedure comuni: no a fughe in avanti"

"Anche questo DPCM, come il precedente, consente alle Regioni misure più restrittive ma non il contrario. Ovvero: le Regioni, come ha giustamente ricordato anche sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Roberto Traversi, potranno sì apportare alcune modifiche, ma non in contrasto con quanto deciso dal Governo e con la strategia messa in atto a livello nazionale. E quella di Toti è chiaramente un'ordinanza non legittima che creerà un problema importante alle Prefetture e tutte le forze dell'ordine, che si troveranno a gestire casi di cittadini 'autorizzati' a fare cose dalla Regione ma non dal Decreto. Le attività che Toti mette nell'ordinanza regionale anticipano di 7 giorni le previsioni del decreto del Presidente Conte, come l'asporto e l'attività motoria che sarà sì più estesa rispetto ad oggi, ma a partire dal 4 Maggio; altre, semplicemente le ripete (si poteva già andare in moto in due, purché con il proprio convivente: basta leggere le FAQ del Ministero dell'Interno)", dichiara il consigliere regionale Andrea Melis.

Che poi aggiunge: "Perché Toti anticipa cose che saranno avviate fra 7 giorni? Perché Toti si lamentava che i Decreti di Conte arrivavano all'ultimo e ora che è arrivato con 7 giorni di anticipo, lui 2 ore prima emette un'ordinanza pasticciata e illegittima? Toti sa che i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri non consentono alle Regioni misure che allentano i provvedimenti, ma tutt'al piu permette misure che li restringono per ragioni appunto emergenziali? Toti ha valutato le difficoltà che pone alle Prefetture e le Questure per dirimere questa confusione creata evidentemente ad arte? In una situazione emergenziale senza precedenti, sarebbe bene che le istituzioni e nello specifico Toti non facessero ordinanze in contrasto, firmandole 2 ore prima dei Decreti ministeriali: il Presidente di Regione Liguria era in riunione con il Governo nella stessa giornata e ovviamente non poteva non sapere. Quanto fatto ieri non è politica. Tutti vogliamo ripartire, tutte le aziende devono ripartire, ma non giocando a chi fa prima, semmai a chi fa meglio".

"È evidente che Toti, emanando un'ordinanza due ore prima della conferenza del Presidente del Consiglio, ha volutamente forzato la mano con lo scopo di creare attrito tra Governo e Regione. Il tutto in un'ottica di perenne campagna elettorale. Questa scelta, come è evidente, non porta nessun tipo di vantaggio ai nostri concittadini e titolari di impresa, semmai genera solo confusione. L'ordinanza di Toti va corretta: è sbagliato scavalcare il DPCM. Scelta che il Governatore ha operato volendo, come al solito, far credere di essere più furbo e più bravo degli altri. Ma questa non è una gara. Anzi, è un comportamento irresponsabile che genera soltanto caos e confusione e rischia di minare sempre più la fiducia dei cittadini verso le istituzioni", dichiara anche il consigliere regionale Fabio Tosi.

"Sia chiaro: qui nessuno vuole che le attività restino chiuse e non lavorino, ma è altrettanto evidente che le scelte fatte dal Governo sono state prese in base al quadro sanitario nazionale, che ancora oggi risulta critico. E, stando agli ultimi dati, critico lo è soprattutto il quadro sanitario della Liguria: se il numero dei contagiati continua ad aumentare è da irresponsabili non aspettare il 4 maggio, data che era già stata chiaramente indicata dagli altri DPCM", conclude Tosi.

Anche il deputato varazzino presidente della Commissione per le Politiche dell'Ue alla Camera, Sergio Battelli, ha detto la sua sulla posizione dell'amministrazione ligure: "Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti è in preda a un classico delirio di onnipotenza, fa la sua personale campagna elettorale a colpi di ordinanze in palese contrasto con il decreto Covid  (AC 2447) e il Dpcm nazionale creando ancora più confusione. E chi ci rimette sono i cittadini: l'anarchia alla quale sta portando la nostra regione è davvero molto pericolosa".

"Toti parla di 'gufi' che falsificano i dati perché vogliono attaccarlo - prosegue Battelli - io parlo di una persona che sta solo facendo di tutto per farsi vedere ma i dati sono sono molto chiari: Genova è tra le cinque province italiane a non aver rallentato i contagi ma, al contrario, ad aver registrato il numero più alto in questa settimana, ben 587. Con i suoi 7.488 contagi la Liguria non ha certo un primato che consenta colpi di testa. Pensate a cosa succederebbe se tutti decidessero di riversarsi contemporaneamente al porto antico di Genova: famiglie, gente che corre o che va in bicicletta. Un vero disastro. Mi chiamano sindaci e cittadini preoccupatissimi".

A parlare di dati è la senatrice genovese Elena Botto: "La nostra Regione non è un’isola felice sul fronte dei contagi da coronavirus che, per inciso,  stanno ancora aumentando con un numero di decessi molto alto. Abbiamo un numero di decessi quasi uguale al Veneto con una differenza di oltre 270 mila tamponi in meno eseguiti dalla Liguria. Per capire meglio abbiamo fatto solo diecimila tamponi in più dell’Umbria che di morti ne ha 64. Noi 1114.

"Quindi al presidente Toti dico che non si tratta di fare 'i gufi', perché qui nessuno si diverte a imporre le chiusure, ma di essere realisti e preoccupati. Quello che lui  chiama 'coraggio' io la chiamo decisione irresponsabile. Questa è la fase più delicata, il momento di essere compatti. Chi fa sciacallaggio e prende decisioni avventate perché è in campagna elettorale in questo momento è una persona pericolosa per la salute dei cittadini" conclude Battelli.

Redazione

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