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Cronaca | 07 maggio 2020, 12:06

Denaro, gioielli e sesso in cambio di droga: arrestati due pusher a Savona

L'indagine portata a termine dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile

Denaro, gioielli e sesso in cambio di droga: arrestati due pusher a Savona

Nelle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Savona, a conclusione di una intensa attività di indagine condotta per reati di spaccio di stupefacenti, hanno arrestato due persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le attività dei militari sono partite grazie alle segnalazioni del vicinato, stanco di vedere il continuo viavai di clienti nei pressi dell’abitazione di Savona di Massimo Mammoliti, pregiudicato 47enne, il quale aveva iniziato a commerciare cocaina ed eroina nei pressi del proprio domicilio.

Proprio il dinamismo nello smercio di sostanze, effettuato quotidianamente a tutte le ore del giorno e della notte, anche nel periodo di lockdown per l’emergenza Covid 19 in atto e la costante presenza di clienti erano alla base della segnalazione raccolta dai carabinieri che hanno iniziato le indagini con servizi di osservazione e accertamento ricostruendo quanto lamentato.

Nonostante la relativa brevità delle indagini i militari del NOR di Savona sono riusciti a dimostrare decine di spacci al giorno di sostanze diverse, cocaina e eroina, tali da poter esaudire costantemente le richieste delle decine di assuntori, anche in un periodo di difficile approvvigionamento causato dalla limitazione della circolazione delle persone e nonostante Mammoliti fosse già interessato da una misura alternativa alla detenzione.

Nel corso delle indagini sono inoltre stati sequestrati gioielli che sono il corrispettivo per l’acquisto dello stupefacente; altri clienti invece remuneravano la dose acquistata per il proprio fabbisogno personale anche con prestazioni sessuali, consumate fugacemente all’atto della cessione, in anfratti nei pressi dell’abitazione dell’uomo.

L’altro arrestato, già ristretto presso il carcere di Genova Marassi, è l’avvocato fermato per un controllo Covid lo scorso 24 aprile e trovato in possesso di più di 50 grammi di cocaina. Solo dopo tale rinvenimento di stupefacente ed al suo arresto, i militari hanno dedotto il reale collegamento tra i due, in quanto ad una prima osservazione il legale appariva uno dei tanti assuntori, frequentatori di Mammoliti.

In realtà, invece, quei 50 grammi di cocaina costituivano un nuovo approvvigionamento destinato allo spacciatore, per il quale l’avvocato svolgeva il ruolo di “cavallino” effettuando le consegne di droga per conto di questi, in cambio di un tornaconto in sostanze e per poter soddisfare la propria dipendenza.

Quello di oggi è l’atto conclusivo di un’attività di indagine iniziata e conclusa nel periodo del lockdown e che vede nel provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. il riconoscimento della solidità del quadro indiziario ricostruito dagli investigatori e della pericolosità di quell’attività di spaccio. Al termine degli atti di rito anche Mammoliti è stato condotto presso il carcere di Genova Marassi.

Lunedì prossimo il Gip Fiorenza Giorgi interrogherà i due arrestati.

Comunicato stampa

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