Attualità - 16 maggio 2020, 09:45

La Voce dei Giovani con Yepp Albenga: "Un mondo dietro lo schermo"

Interazione e intrattenimento: un'analisi critica del mondo dei videogiochi così come è visto e "vissuto" dai giovani

YEPP Albenga è l’associazione che aiuta i giovani a realizzare le proprie idee, a diventare cittadini attivi, e a portare ad Albenga il cambiamento che desiderano. Ha sede nel Centro Giovani di Piazza Corridoni 9, ex Cinema Astor.

Un mondo dietro lo schermo

I videogiochi al giorno d’oggi, sono visti agli occhi di tutti come un’opera di intrattenimento sulla quale i giovani passano fin troppo tempo, dimenticandosi del mondo che li circonda.

Sono tante le persone che continuano a parlare di questo divertimento definendolo una perdita di tempo o una macchina che rende violenti.

Prima di dire qualcosa a riguardo, definiamo il concetto di “opera di intrattenimento”.

L’opera di intrattenimento ha lo scopo primario di permettere alle persone di evadere, di abbandonare per un po' il mondo che li circonda per assaporarne uno nuovo immaginario e provare esperienze nuove.

Nella nostra epoca ce ne sono molte: film, videogiochi, musica, giochi da tavolo, libri, spettacoli teatrali… ciascuna di queste opere ha qualcosa da offrire e ciascuna di esse offre a qualcuno esperienze differenti.

Tali esperienze possono essere esplorare mondi immaginari inesistenti nella realtà, (come il caso dei film e videogiochi), svagarsi per sentirsi meglio (come il caso della musica) o conoscere personaggi con il quale immedesimarsi e interessarsi a quello che fanno (come il caso dei libri).

Ritornando al discorso di prima… cos’è un videogioco?

I videogiochi sono esattamente come tutte le altre opere d’intrattenimento: pura evasione per provare esperienze nuove.

I videogiochi offrono esperienze da non sottovalutare poiché permettono di entrare in un mondo nuovo tutto da esplorare per fare in prima persona esperienze che nella vita reale non si potranno mai vivere.

Dall’esplorazione ai combattimenti più sfrenati, tutto è possibile nel mondo dei videogiochi e l’intrattenimento che si riceve non ha niente a che fare con altre opere come i film, perché quello che avviene nel gioco dipende esclusivamente dalle decisioni di colui che sta giocando, quindi il tutto dipende dalla volontà di entrare in questi mondi virtuali.

I film sono semplicemente sequenza di immagini che lo spettatore deve solo guardare, mentre i videogiochi per funzionare hanno bisogno dell’intervento di un utente ed è proprio tale caratteristica a dare l’illusione di essere entrati in una realtà nuova.

Ma dunque perché proprio questa tipologia di opere viene perennemente criticata e odiata? Per rispondere a tale domanda, bisogna tenere a mente che ogni cosa, anche i videogiochi ha dei lati negativi.

Certa gente dice che i videogiochi causano dipendenza e che i ragazzi arrivano al punto di dimenticarsi dell’esistenza del mondo reale mentre altre dicono che i giochi sono pericolosi poiché sono in grado di rendere violenti.

I videogiochi sono molto immersivi e bisogna ammettere che molto spesso può essere difficile spegnere lo schermo e rendersi conto del tempo che passa. Inoltre stare troppo davanti a un televisore o computer può portare anche problemi fisici quali occhi rossi e nausea.

Ma se ripensiamo a questi fastidi anche abbastanza comuni, ci rendiamo conto che il vero responsabile in realtà non è l’opera d’intrattenimento in questione, ma solo l’utilizzatore, che ha scelto di usare quel videogioco in modo sconsiderato.

Riguardo al fatto che i videogiochi possono rendere violenti… E’ probabile che se una persona gioca regolarmente a giochi frenetici per molto tempo, poi mostrerà comportamenti aggressivi anche nella realtà, ma ciò non è un motivo valido per incolpare i videogiochi ogni volta che fra i ragazzi avviene un episodio violento, che di solito capita per tutt’altri motivi estranei ai videogiochi.

Ricapitolando, il videogioco è un’opera di intrattenimento e come qualsiasi opera, vuole offrire qualcosa a tutti noi e merita di essere assaporata, ma con la dovuta attenzione.

L'autore di questo articolo:

Andrea Bruzzone, 19 anni, studente di grafica commerciale, partecipa al laboratorio scrittura video di YEPP Albenga e ha partecipato agli scambi internazionali in Svezia e Torino del 2019-2020.