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Attualità | 27 maggio 2020, 18:53

I lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura annunciano la mobilitazione permanente in Liguria: sabato 30 maggio presidio di protesta in piazza De Ferrari

Il settore rivendica un sostegno al reddito che permetta ai lavoratori di superare il periodo di perdurante difficoltà legato all'epidemia di covid-19 e un tavolo di confronto tecnico per affrontare il tema della ripresa delle attività

I lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura annunciano la mobilitazione permanente in Liguria: sabato 30 maggio presidio di protesta in piazza De Ferrari

"Siamo lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura italiana, riuniti in un Coordinamento nazionale di realtà, collettivi e movimenti autonomi indipendenti, che si riconoscono negli art. 4, 9 e 33 della Costituzione Italiana, nella cultura etica del lavoro, nei suoi doveri e nei suoi diritti. Ma siamo anche tutte le cittadine e i cittadini che hanno fame di cultura!", comincia così il comunicato stampa con cui i lavoratori di cultura e spettacolo liguri annunciano una mobilitazione permanente del comparto, per sollecitar le istituzioni a prendersi maggiormente cura del settore, fra i più provati dall'emergenza coronavirus in tutto il paese.

I lavoratori chiedono "Un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e INPS". Il documento sottolinea poi un'altro punto fondamentale, la necessità di avviare un confronto sulle condizioni della riapertura: "Un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica".

La protesta dei lavoratori arriverà in molte pizze del paese sabato 30 maggio, e anche Genova sarà protagonista della mobilitazione, con un presidio in piazza De Ferrari dalle ore 17.00.

"Le riaperture dei teatri il 15 giugno, così come sono state concepite, non hanno alcun senso - scrivono ancora i lavoratori -. Occuperanno un numero bassissimo di operatori cercando di coprire, con eventi spettacolari e pompati dai media, l’impossibilità di riaprire i battenti per la maggior parte delle realtà del settore. Allo stesso tempo lasceranno senza tutela tutti gli esclusi da questi eventi e scaricheranno su maestranze ed organizzatori privati gli oneri e le delicate responsabilità di controllo sanitario. Si stima che solo il 15% delle realtà potremmo ripartire e che al massimo il 20% di lavoratrici e lavoratori potrà essere occupato. Pochi grandi eventi monopolizzeranno l’attenzione mobilitando tutte le risorse pubbliche mentre il tessuto culturale fatto di piccole e medie realtà che fa respirare arte al nostro paese morirà. Tecnici altamente specializzati resteranno senza lavoro così come attori, danzatori, registi, scenografi, costumisti, truccatori, scrittori e musicisti, sacrificati sull’altare di una riapertura di facciata che serve alla politica per lavarsene le mani. La Cultura appartiene a tutti, difendiamola insieme".

Redazione

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