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Sanità | 01 giugno 2020, 13:16

Ospedale Cairo, sindaci della Val Bormida fanno chiarezza dopo richiesta convocazione Distretto: "Mai informati su scambi di missive"

"La nostra richiesta era e rimane di discutere nell'organo preposto la questione della mancanza di un Pronto Soccorso, non di un punto di primo intervento"

Ospedale Cairo, sindaci della Val Bormida fanno chiarezza dopo richiesta convocazione Distretto: "Mai informati su scambi di missive"

Gli otto sindaci della Val Bormida che avevano chiesto la convocazione urgente del Distretto Socio Sanitario della Bormide per avere garanzie sull'ospedale di Cairo, intervengono per fare chiarezza. 

"Ci ha veramente sorpresi che la richiesta di affrontare, nella sede ufficiale della Conferenza dei sindaci del Distretto Socio Sanitario, la questione della riapertura dell'Ospedale di Cairo e del relativo Pronto Soccorso, anziché condurre ad un momento di confronto democratico, abbia invece generato una reazione un po' nervosa da parte di alcuni" spiegano in una nota i sindaci di Altare, Bardineto, Carcare, Cosseria, Millesimo, Murialdo, Plodio e Roccavignale.

"Cogliamo comunque il fatto che anche le polemiche apparse sugli organi di informazione hanno il merito di riproporre all'attenzione del pubblico le problematiche in questione. Esse nelle sedi centrali potrebbero anche essere viste come secondarie rispetto ai problemi delle realtà urbane, mentre per noi valbormidesi rivestono invece carattere di priorità assoluta" proseguono. 

"Premesso ciò, occorre puntualizzare che le informazioni cui fa riferimento il comune di Cairo siano giunte al protocollo dei nostri comuni solo successivamente al tam tam telefonico tra amministratori relativo alla sottoscrizione della nostra richiesta. Non eravamo stati informati di scambi di missive, ma abbiamo avuto modo di ascoltare i cittadini, il Comitato e i dipendenti dell'ospedale che erano e sono preoccupati e da lì è nata la nostra legittima richiesta". 

"Preferiamo credere tuttavia che si tratti di una mera dimenticanza e non vogliamo pensare ai "telecomandi", evocati invece da altri, che potrebbero avere bloccato l'invio per tempo di tali importanti informazioni - continuano - Da sindaci e soprattutto da valbormidesi apprezziamo il fatto che le nostre preoccupazioni, motivo della richiesta di convocazione della conferenza dei sindaci, abbiano portato, seppur dopo una sterile polemica, a richiedere ufficialmente a Regione Liguria le risposte da noi auspicate". 

"Tutto ciò a conferma che le nostre motivazioni non erano e non sono frutto di futili contrapposizioni politiche, come supposto da parte di alcuni, ma uniscono in maniera assolutamente trasversale tutti gli abitanti di questa valle. La nostra richiesta era e rimane di discutere nell'organo preposto la questione della mancanza di un Pronto Soccorso (non di un punto di primo intervento) in Val Bormida e non avremmo proprio immaginato di arrivare a pretendere addirittura date perentorie, che devono invece essere valutate guardando alla situazione ospedaliera complessiva della Provincia se non della Regione". 

"Siamo felicissimi pertanto che la nostra segnalazione sia stata recepita. In un'ottica di sensibilità verso i nostri concittadini, ci preme poi anche segnalare gli argomenti della chiusura di importanti servizi territoriali e della messa in discussione dell'organizzazione delle Pubbliche Assistenze, senza che tutte le amministrazioni comunali abbiano sentito la necessità di assumere posizioni in merito - concludono - Se d'ora in avanti la comunicazione tra Sindaci proseguirà nelle sedi istituzionali non potrà che giovarne la valle intera". 

Redazione

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